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Danze sul Titano, la Repubblica rigetta il servizio de Le Iene "Increduli, qui non ci sono disco"

Il video è denso di "luoghi comuni e di disinformazione'". Ecco la difesa

Attualità Repubblica San Marino | 10:19 - 08 Settembre 2020 La pagina con il servizio sul presunto paradosso di San Marino La pagina con il servizio sul presunto paradosso di San Marino.

Una lunga lettera aperta, inviata dal congresso di Stato della Repubblica di San Marino al direttore del programma televisivo "Le Iene" per manifestare la propria «incredulità» riguardo un montaggio di brevi video, comparso sul sito della trasmissione, riguardo presunte feste e locali da ballo sulla scorta del fatto che, sul Titano non sarebbe vietato ballare. Una situazione che aveva scatenato il dibattito anche da parte delle associazioni di categoria.

«Siamo veramente dispiaciuti della caduta di stile che abbiamo dovuto constatare nel servizio che il programma ha voluto dedicare alla Repubblica di San Marino e che riporta una serie di inesattezze. Ci ha sorpreso l'incuria e la superficialità con cui si è voluto condire un servizio denso di luoghi comuni e di disinformazione. In primo luogo ci teniamo a rassicurare che a San Marino non salgono migliaia di giovani da Rimini e dintorni, peraltro qui le discoteche non ci sono, come pure non ci sono più locali da ballo, fagocitati dal successo straordinario delle discoteche di gran moda della riviera romagnola dove i nostri giovani, quelli sì, scendono a frotte per godersi le loro serate».

Si è finito quindi per «scambiare una festa privata in migliaia di giovani scatenati nel ballo senza mascherina o un concerto all'aperto, con doveroso distanziamento sociale e solo posti a sedere, per un 'infernale sabba anti Covid. Sarebbe stato sufficiente verificare e leggere il decreto emesso dal Governo sammarinese, magari confrontarlo con quello emanato dalle autorità di governo italiane, per rendersi conto che le misure restrittive sono le stesse e che il senso di responsabilità con il quale questo Paese ha affrontato una pandemia devastante sia stato quantomeno pari a quello espresso dalle strutture sanitarie italiane e dagli organi decisionali. Il Covid-19 è una cosa seria mentre cercare fantasmi là dove non ci sono solo per esprimere livore, serio non lo è affatto».