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Storie belle: una cartolina per dare una mano, l'idea di Michele, Chiara e Giorgio fa già scuola

In due giorni il gruppo conta già una cinquantina di membri attivi: scopo regalare il proprio tempo

Attualità Rimini | 06:44 - 13 Marzo 2020

Michele ha 26 anni e lavora in un centro per spedizioni, Chiara ne ha 25 e organizza eventi mentre Giorgio ne ha 27 ed è il titolare della pizzeria “Come stai?” di piazzetta San Martino a Rimini. Oltre a far parte dell’associazione “Ama il mare Rimini”, i tre giovani riminesi sono anche gli ideatori di una bella iniziativa che ha già fatto scuola, la distribuzione di cartoline del team “Bòta Rimini” in cui si chiede all'anonimo destinatario “Possiamo fare qualcosa per te?”. Ci sono ovviamente anche i numeri di telefono da poter contattare in caso di bisogno, ma anche di beni di prima necessità ma anche soltanto di fare due chiacchiere. Questa è la nostra prossima storia bella.

«L’idea ci è venuta martedì per poter fare qualcosa di utile in un momento in cui il lavoro manca e c’è bisogno di segnali positivi», ci racconta Michele, «in una sera abbiamo imbucato tra le 2 e le 3 mila cartoline e nel giro di due giorni abbiamo ricevuto decine di chiamate, molte di ragazzi che volevano sapere come fare per darci una mano, tanto che ora siamo quasi una cinquantina».

I cartonati sono proprio della pizzeria di Giorgio che in pochi mesi ha già sostenuto iniziative solidali, ad esempio sotto natale in collaborazione con la Caritas, con cui il gruppo si è già messo in contatto. «Quello che ci chiedono di più è il gel igienizzante, o le mascherine: ci ha chiamato una signora che ne aveva bisogno per andare a fare una visita oggi in ospedale, una vicenda che ci ha commosso. Ma c’è anche chi telefona soltanto per parlare, o per complimentarsi dell’iniziativa».

E stanno già nascendo le prime collaborazioni, ad esempio con la parafarmacia al Castello che fornisce il Bactigel, oppure con Mirko Moretti di “Pizza al quadrato”, che ci è già reso disponibile per cucinare i tranci da portare a domicilio a chi non può spostarsi. I giovani si organizzano e si sincronizzano tramite un gruppo Whatsapp e si sono già accertati di agire nei confini dell’ultimo Decreto #iorestoacasa, basta essere muniti dell’autocertificazione e specificare dove dovrà essere effettuata la consegna e a che scopo (in questo caso solidale). In meno di due giorni la loro storia è già finita al TG2 e da Bologna promettono già di replicarla.

Altra iniziativa del neonato team di volontari è il lancio del loro hashtag #teambòtarimini, da scrivere su foglio che va poi condiviso tramite foto sui social, appositamente taggato. Un altro modo per diffondere un messaggio di positività e farlo diventare virale, più del Coronavirus. (f.v.)


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