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Vescovo Rimini, mito sballo diventato status symbol

Attualità Rimini | 13:26 - 19 Luglio 2008 Vescovo Rimini, mito sballo diventato status symbol

"Il mito dello sballo è diventato uno status symbol: se al sabato sera non ti fai 7-8 drink e superalcolici, se non ti rimbambisci con musica assordante che ti isola dagli altri che stanno a dieci centimetri dalla tua pelle, se non prolunghi l'uscita serale fino alla colazione del giorno dopo, allora vieni etichettato come quello che non sa divertirsi. Per non parlare della disinvoltura con cui si fa uso di droghe, dai 'fumi' in su. Uno sballo che rende spietatamente più soli e più tristi". Lo rileva il Vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, nell'omelia della Messa celebrata in concomitanza della Giornata mondiale della Gioventù a Sidney, invitando i giovani "ad andare controcorrente". Rimini - secondo un quotidiano locale - da capitale del 'divertimentificio' starebbe diventando l'epicentro del 'deprimentifricio' per l'aumento della vendita di antidepressivi tra i giovani, perché, viene spiegato, è una città in cui bisogna apparire e quindi si genera una corsa ad un'apparenza che va sostenuta anche con il look e l'immagine. "E' così - riflette Lambiasi - L'ansia di avere-potere-piacere genera un accanimento del desiderio che, a forza di volere sempre di più, si ritorce fatalmente in insoddisfazione e frustrazione, le tetre anticamere della depressione". Il Vescovo mette in guardia anche contro "la subdola seduzione dei miti scintillanti che oggi stregano il cuore di molti": oltre allo sballo, il mito dell'edonismo, "del piacere sempre e comunque che svincola la sessualità da ogni morale oggettiva", e quello dell'immagine, "una vera e propria sindrome della 'vetrinite', apparire per non morire".