Ufficiale, Verucchio e Poggio Torriana fuori dai comuni montani. I sindaci attaccano: "Grave"

I due comuni non potranno partecipare ai bandi dedicati alle aree montane

09 luglio 2026 14:16
Ufficiale, Verucchio e Poggio Torriana fuori dai comuni montani. I sindaci attaccano: "Grave" - La sindaca Lara Gobbi e il sindaco Ronny Raggini
La sindaca Lara Gobbi e il sindaco Ronny Raggini
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Il Governo ha dato il via libera al decreto attuativo della legge dedicata alle aree montane, con la riclassificazione dei Comuni montani. Verucchio e Poggio Torriana sono stati esclusi: non potranno più partecipare ai bandi dedicati. La sindaca Lara Gobbi e il sindaco Ronny Raggini attaccano, parlando di "atto politico grave sotto ogni punto di vista".

"È grave nel metodo - premettono i due sindaci - perché mentre il ministro Roberto Calderoli e il governo tutto proclamano di promuovere le autonomie locali, nei fatti agiscono d’imperio sottraendosi a ogni confronto con gli enti, i cittadini e le realtà locali, come nella peggior tradizione centralista. Insomma l'ennesimo tassello di un percorso che sta modificando il rapporto tra Stato, autonomie locali e territori, con il Governo che ha scelto di procedere anche senza un'intesa condivisa con tutte le Regioni".

Sindaco e sindaca criticano anche il merito del provvedimento: "I nuovi parametri di classificazione, che includono, ad esempio, l'avere almeno il 25% della superficie comunale sopra i 600 metri, rischiano di declassare oltre il 30% dei comuni in precedenza considerati montani, con la conseguente perdita dei relativi sostegni destinati alle aree a rischio spopolamento, più fragili e svantaggiate da ogni punto di vista: economico, ambientale, infrastrutturale. Una riforma che penalizza fortemente alcune realtà, in particolare sull'Appennino e nelle isole, a favore dei soli territori alpini, guarda caso bacino elettorale privilegiato del ministro e del suo partito. Il tutto senza considerare gli effetti concreti sulla vita delle persone e il futuro delle aree interne".

Gobbi e Raggini come sindaci si dicono interessati a non interrompere il confronto istituzionale: "Torniamo a chiedere un dialogo più ampio con il Governo e contrastare quelle decisioni ritenute penalizzanti per i cittadini dei nostri territori".

"Restiamo convinti che le comunità locali debbano essere protagoniste delle scelte che riguardano il proprio futuro e non semplici destinatarie di provvedimenti decisi dall'alto che vanno a danneggiare e discriminare i nostri cittadini", chiosano.

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