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Torna il Comte Ory di Lluis Pasqual al Rossini Opera Festival

Eventi Pesaro | 10:12 - 10 Agosto 2009

Terza opera in programma alla trentesima edizione del Rossini Opera Festival, torna l’11, il 14, 17 e 19 agosto alle 20 al Teatro Rossini Le Comte Ory,uno spettacolo frutto interamente dell’inventiva deel regista, scenografo e costumista spagnolo Lluis Pasqual, che già nel 2003, al suo debutto pesarese, affascinò e fece discutere per la lettura che proponeva, introducendo l’espediente del ‘gioco di ruolo’ ad una cena tra amici, un ulteriore piano di ambiguità ad una vicenda che proprio sul travestimento e sull’equivoco ha costruito il suo successo. Il libretto del Comte Ory ha quale antenato una ballata medioevale il cui protagonista era una sorta di Don Giovanni ante litteram; Eugène Scribe, principe dei librettisti francesi, ne trasse con la collaborazione di Charles-Gaspard Delestre-Poirson un vaudeville in un atto messo in scena nel 1816. Scribe, in tempi di Restaurazione, aveva addolcito molto il carattere smaccatamente boccaccesco e dissacrante della vicenda, permeandolo dell’esprit de finesse per il quale andava giustamente famoso. I rapporti con Rossini non furono facili, tanto che Scribe fece togliere il suo nome dal libretto della prima.Quanto alla musica, dopo anni di spasmodica attesa Rossini doveva soddisfare la richiesta di un’opera francese che non fosse il rifacimento di un lavoro italiano precedente. In più, avendo fatto togliere a viva forza dal palcoscenico il Viaggio a Reims, forse convinto che non potesse avere vita duratura per la circostanza celebrativa che lo aveva dettato (l’incoronazione di Carlo X) e per il costo troppo oneroso del cast di stelle che prevedeva, ambiva riutilizzarne almeno in parte la musica. La pratica rossiniana degli autoimprestiti si basava sulla concezione secondo cui la musica esprimeva affetti astratti, svincolati dalle peculiarità dell’azione. Ciò che nel Viaggio è festosa celebrazione, con una vena di ironia, acquista nel Comte Ory fascinosa ambiguità. Se il vaudeville del 1816 aveva già un tono vagamente erotico, Rossini accentuò questo carattere creando una vicenda nella quale tutto è destinato a succedere e nulla invece accade: la storia di un’imprea erotica tentata e non portata a termine, ad onta di una vertiginosa serie di travestimenti (eremita, innamorato galante, pellegrina) che portano il terribile Comte tra le braccia del suo paggio.
Toccherà a Paolo Carignani, che torna a Pesaro dopo il Barbiere del 1992, dirigere l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e il Coro da Camera di Praga. Nella compagnia di canto figurano nel ruolo del titolo il giovane cinese Yijie Shi, l’anno scorso rivelazione dell’Accademia Rossiniana, e al suo fianco Natalia Gavrilan, Maria José Moreno, Rinnat Moriah, Laura Polverelli, Roberto De Candia, Lorenzo Regazzo.