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Tony Blair al Meeting di Rimini

Attualità Rimini | 13:18 - 28 Agosto 2009 Tony Blair al Meeting di Rimini

E' sempre tutta colpa delle mogli. Anche per la conversione al cattolicesimo di Tony Blair, che oggi al Meeting di Cl ha scherzosamente "addossato" alla consorte Cherie, cattolica da sempre, l'inizio di quel percorso di fede che lo ha portato, passati i cinquant'anni, a lasciare la fede anglicana per sposare quella cattolica.   Sono trascorsi quasi due anni da quando l'ex primo ministro britannico ha rivelato di essere diventato cattolico. Ha aspettato la fine del suo mandato a Downing Street, durato dieci anni, per confermare la sua 'conversione' favorita dalla frequentazione di un cappellano della Raf. Un percorso alla fine del quale, dice, si sente "nella sua casa", e che ha raccontato a cuore aperto a circa diecimila ciellini.  E' confidenziale, talvolta ironico, ma sempre piuttosto serio, il tono di un discorso che Blair vorrebbe tenere in italiano ma non può, "perché l'italiano è troppo difficile, anche se amo la vostra bellissima terra perché è qui che ho chiesto a mia moglie di sposarmi". E la storia, raccontata qui a Rimini, è piuttosto semplice.   "La mia conversione al cattolicesimo? Per la verità è tutta colpa di mia moglie... Con lei ho iniziato ad andare a messa. Ci piaceva andarci insieme, a volte in una chiesa anglicana e altre in una cattolica; indovinate, però - ha chiesto scherzosamente alla platea - in quale delle due andavamo di più. Man mano che passava il tempo, sentivo che la Chiesa cattolica era la mia casa. E non solo per il suo magistero e per la sua dottrina, ma per la sua natura universale".   Gli applausi dei ciellini sono continui, e finiscono con una 'standing ovation'. Punteggiano diversi passaggi del discorso, a partire da un monito di Blair: "La voce della Chiesa cattolica deve essere ascoltata. Per questo la Chiesa deve parlare in modo chiaro ed aperto. Perché all'interno di ogni nazione e nella comunità delle nazioni la voce della fede deve essere ascoltata". Lui che, ammette, si sente "un neofita del cattolicesimo", ricorda che la fede  "é la salvezza della condizione umana", e che "fede e ragione sono alleati e non opposti". Cita più volte l'enciclica 'Caritas in veritate' di Benedetto XVI apprezzandone il "contrattacco alla nozione di relativismo e la descrizione della condizione umana di oggi"; ed aggiungendo che "il sostegno chiaro e solido della Chiesa cattolica supporta i politici. La Chiesa può essere quella voce spirituale che renda la globalizzazione uno strumento e non un padrone".   E l'inventore della 'Terza via' tocca corde sensibili per i "figli" di don Giussani quando usa quella che per loro è la "parola magica": sussidiarietà. L'auditorium scoppia in un applauso quasi irrefrenabile quando Blair la esalta parlando del ruolo che secondo lui il volontariato e il Terzo settore devono giocare nelle società evolute di oggi al fianco dello Stato. "Oggi - ha sostenuto - non c'é solo spazio, ma un ambito crescente per le organizzazioni della società civile nel fare cose che né lo Stato né il mercato possono fare": musica per le orecchie dei ciellini, rapiti dal passaggio in cui Blair ha detto che "una società che voglia raggiungere una situazione di piena armonia ha bisogno di un adeguato spazio per la fede".