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Teatro: tre appuntamenti con Eugenio Barba

Spettacoli Rimini | 20:50 - 04 Giugno 2010

In Italia Eugenio Barba, uno dei grandi protagonisti del teatro internazionale.  Un'artista che ha segnato profondamente la storia del teatro del secondo Novecento, a Rimini, Mondaino e Bologna per tre appuntamenti in occasione della presentazione dell'ultimo libro "Prediche dal giardino", pubblicato con L'arboreto Edizioni per la collana "Il giardino salvatico". Ed è proprio L'arboreto - Teatro Dimora di Mondaino ad organizzare gli incontri, con la collaborazione del Comune di Rimini-Istituzione Musica Teatro Eventi, della Provincia di Rimini e della Regione Emilia-Romagna. Il programma delle iniziative "Odin Teatret - discorsi accademici e pratica teatrale" si aprirà, con ingresso libero, martedì 15 giugno 2010 alle ore 15.30 a Rimini nella sala del Giudizio del Museo della Città, in Via Tonini, 1, con la presentazione del libro, per poi proseguire in serata alle ore 21.45 presso il Teatro Dimora di Mondaino, dove l'appuntmento sarà con uno spettacolo-dimostrazione di Julia Varley: "Odin Teatret, Il tappeto volante". Prenotazione obbligatoria.
Terzo ed ultimo incontro mercoledì 16 giugno alle ore 11.30 a Bologna, in Via Azzo Gardino, 65/a, con la "Lectio magistralis", sempre in occasione del libro "Prediche dal giardino", con gli interventi di Eugenio Barba e Marco de Marinis.

Un testo, fra i tanti scritti, forse tra i più sorprendenti e pubblicato con una casa editrice indipendente come L'arboreto Edizioni, decisione di cui lo stesso Barba spiega le motivazioni: " Per me è un'ennesima prova dell'efficacia di una cultura attiva e spesso anonima che caratterizza la vita teatrale in molti paesi. La maggior parte dei miei testi sono stati pubblicati da minuscole case editrici che gruppi di teatro avevano fondato. Sono l'esempio della possibilità di raggiungere un'autonomia culturale infrangendo condizioni materiali che sembrano invincibili. Non avrei mai avuto l'idea e anche il coraggio di pubblicare queste lezioni magistrali senza la spinta di Fabio Biondi e del suo arboreto. E' un piacere trovare dei consanguinei, persone che appartengono a questa cultura, dei gruppi teatrali che non solo creano dei processi artistici - gli spettacoli - ma sono anche sorgenti di attività culturali in una continuità che lascia tracce nel contesto in cui operano".

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