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Sparì nel '92, archiviate le indagini per la scpmparsa di Cristina Golinucci

Cronaca Cesena | 18:48 - 28 Gennaio 2011 Sparì nel '92, archiviate le indagini per la scpmparsa di Cristina Golinucci

Non sono serviti gli strumenti piu' sofisticati di cui oggi dispongono gli investigatori, come il georadar, per risolvere il giallo della scomparsa di Cristina Golinucci, la ventunenne di Ronta di Cesena sparita il primo settembre '92 nel parcheggio di un convento dei cappuccini. Ora, al termine di oltre otto mesi di nuovi accertamenti, compiuti a maggio e luglio anche all'interno del convento e nelle aree attigue alla ricerca di qualche traccia, ma senza esito, il pm Alessandro Mancini si appresta a chiedere l' archiviazione del procedimento penale che era stato riaperto lo scorso anno.
Gli agenti del commissariato di Cesena, coordinati dal vice questore aggiunto Silvia Gentilini, e il sostituto procuratore hanno disposto una consistente serie di accertamenti, con una decina di sopralluoghi e l'ascolto a verbale di più di venti persone, alcune delle quali mai sentite in precedenza. L'ipotesi più probabile è che quel pomeriggio Cristina - dopo aver lasciato e chiuso a chiave la sua Fiat 500 nel parcheggio del convento, dove doveva incontrare il proprio padre spirituale, frate Lino - sia stata convinta a salire su un altro veicolo da una persona che conosceva bene. Nessuno sentì eventuali grida o richieste di aiuto. Da allora, più nulla.
Scartata invece definitivamente la pista che portava a un sedicente sudafricano, Emanuel Boke, che all'epoca era alloggiato nel convento e che si rese poi responsabile dello stupro di una cesenate; si pensò a lui, ma senza prove, come possibile autore dell'aggressione, dell'omicidio e dell' occultamento del cadavere tra le mura dell' edificio dei frati, ma l'ipotesi anche ora è stata definita "infondata". Il convento nei mesi scorsi è stato battuto mattone per mattone, zolla per zolla con il georadar, ma inutilmente. In maggio nella cripta vennero invece alla luce le ossa di almeno trenta cadaveri, risalenti ad un secolo fa e più, probabilmente frati che lì furono sepolti. Oggi la ferma sensazione degli inquirenti è che, nonostante i ripetuti e recenti appelli rivolti anche tramite la stampa e trasmissioni tv come 'Chi l'ha visto?', non si sia riusciti ad entrare completamente nel 'mondo' di Cristina, una vita definita da tutti senza ombre o strane frequentazioni, ma anzi con un forte impegno nel sociale e nel volontariato. Insomma, la ragazza non può essere sparita nel nulla, c'é chi sa, ma non parla.
A chiedere di ridare impulso agli accertamenti era stata la scorsa primavera la mamma di Cristina, Marisa Degli Angeli, dopo il ritrovamento dei resti di Elisa Claps in chiesa a Potenza. Già un'ispezione nel convento era stata fatta nell'agosto 1997, ma gli strumenti allora a disposizione degli investigatori non erano quelli attuali. Da qui la richiesta di ripartire, ancora una volta da zero. "Polizia e magistratura hanno fatto tutto il possibile - commenta oggi, al nuovo capolinea delle indagini, l' avv.Carlotta Mattei, che da sempre segue la vicenda di Cristina per conto della famiglia - ma è all'epoca che non si fece tutto il possibile, privilegiando l'ipotesi della fuga volontaria. Non si presero nemmeno eventuali impronte sull'auto di Cristina. La nostra collina è ricca di boschi incolti, calanchi, pozzi; forse un giorno una ristrutturazione edilizia, chissà, farà venire alla luce quello che da più di 18 anni è nascosto".

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