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San marino: danni enormi dalla Black List, ora più competitività

Attualità Repubblica San Marino | 18:11 - 29 Gennaio 2011 San marino: danni enormi dalla Black List, ora più competitività

San Marino punta tutto sulla propria competitività per aprirsi soprattutto ai mercati emergenti ed affrancarsi dall'Italia, attuale partner numero uno, ma che, mantenendo la Repubblica del Titano nella sua 'black list', sta arrecando "danni enormi" ad un'economia che, come rivendica il governo, "ha chiuso con un passato" fatto di segreto bancario e di anonimato societario.
"Dobbiamo lavorare con l'Italia, sebbene il terrorismo mediatico e l'embargo micidiale a cui siamo sottoposti da Roma ci stanno arrecando danni enormi. Ma in questo momento di crisi  dobbiamo acquisire la consapevolezza che l'Italia non potrà essere più il nostro unico mercato, dovremo aumentare la nostra competitività e guardare ad altri mercati, a partire da quello cinese", spiega il segretario all'Industria della Repubblica di San Marino Marco Arzilli che, a un Forum, sottolinea la necessità "in medio e lungo termine di affrancarsi dall'Italia, che deve guardare a noi non come a un problema ma come una opportunità".
La situazione con l'Italia resta difficile. In tanti sostengono che se l'accordo con Roma non verrà firmato al più presto, a San Marino le cose potrebbero mettersi male. Lo confermano i dati snocciolati da Arzilli: "il Pil nel 2009 è diminuito del 12% con un trend analogo per il 2010. Siamo tornati ai livelli del 2005". "Ma questo - puntualizza - significa che abbiamo la possibilità di ripensare il nostro modello economico e di guardare a nuove opportunità". Per questo, rileva, "il rapporto con l'Italia è fondamentale, la strada che abbiamo avviato verso la trasparenza non si discute". Gli occhi del Titano sono puntati sull'estremo Oriente: a partire dalla Cina che con il Titano ha rapporti diplomatici da 40 anni e il cui ambasciatore a Roma, Ding Wei, assicura "interesse" di Pechino per investimenti sul Titano.
E allora, conferma il segretario agli Esteri Antonella Mularoni, prosegue il percorso virtuoso richiesto dall'Ocse che "ad aprile ci vedrà superare la 'fase due'". E l'Italia?  "Siamo pronti dal 2009 a firmare accordi che ci faranno uscire dalla black list italiana; anche se dobbiamo ancora capire cosal'Italia ritiene non adeguato agli standard internazionali da parte nostra". Per questo si deve guardare oltre: "Siamo obbligati fare un salto di qualità che sarà necessario anche per quando la relazione con l'Italia sarà normalizzata", dice il ministro delle Finanze Pasquale Valentini, che sorride quando l'economista americano Daniel Mitchell gli dice: "L'Italia dovrebbe risolvere da sola i suoi problemi di elusione fiscale senza farli ricadere su di voi sammarinesi".

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