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Sabato al via il 29° Rossini Opera Festival

Spettacoli Pesaro | 15:59 - 04 Agosto 2008

Prenderà il via sabato 9 agosto la ventinovesima edizione del Rossini Opera Festival. In cartellone figurano due nuovi spettacoli, Ermione e Maometto II, nonchè la ripresa del rarissimo Equivoco stravagante. Al fianco delle tre principali produzioni liriche, due recital a tema di Juan Diego Florez (Il presagio romantico) e Joyce DiDonato (Malibran); lo Stabat Mater; i Concerti di Belcanto (protagonisti Carmela Remigio, Lawrence Brownlee e Patrizia Ciofi); Il viaggio a Reims con i migliori giovani intepreti dell’Accademia Rossiniana; i tradizionali “incontri” a cura dei musicologi della Fondazione Rossini.
Il nuovo allestimento di Ermione (in scena il 10, 13, 16, 19 e 21 agosto al Teatro 1 dell’Adriatic Arena), ritardato dalla difficoltà di trovare interpreti adeguati, riaprirà la querelle intorno a questo capolavoro che perfino lo smaliziato pubblico napoletano aveva giudicato improponibile, così da farlo ritirare dalle scene dopo una sola rappresentazione. Si tratta indubbiamente di un’opera dove la violenza dei sentimenti disegna contorni che sembrano negati alla fredda artificiosità del segno belcantistico. Per riuscirvi gli interpreti devono ricorrere a forzature estreme, trasformando il virtuosismo di una scrittura vocale incandescente in una ininterrotta tensione drammatica. La difficile sfida vedrà per la prima volta insieme i cugini Roberto e Daniele Abbado, rispettivamente direttore e regista dello spettacolo, che avranno a disposizione una schiera di collaudati artisti fedelissimi del Festival rossiniano: Sonia Ganassi, Marianna Pizzolato, Gregory Kunde, Antonino Siragusa, Ferdinand von Bothmer, Nicola Ulivieri, Riccardo Botta, nonchè Irina Samoylova e Cristina Faus. L’equivoco stravagante (programmato l’11, il 14, 17 e 22 agosto al Teatro Rossini) è una riproposizione dello spettacolo che Emilio Sagi curò per il ROF nel 2002: una lettura moderna e fantasiosa che cerca di distogliere l’attenzione dell’ascoltatore dai pesanti doppi sensi del testo per indirizzarlo verso una trama di spiritosa sensatezza. Gli interpreti, interamente rinnovati, sono Marina Prudenskaja, Bruno de Simone, Marco Vinco, Dmitri Korchak, Amanda Forsythe e Ricardo Mirabelli; li guida Umberto Benedetti Michelangeli, un beniamino del pubblico pesarese. Per il Maometto II (in programma il 12, 15, 18, 20 e 23 agosto al Teatro 2 dell’Adriatic Arena) l’impostazione registica di Michael Hampe partirà da un fondamentale rispetto della verità storica e ambientale, ma terrà conto delle ragioni che contrappongono oggi in modo così problematico due grandi civiltà, due culture e due religioni che esprimono valori di assoluta rilevanza etica e sociale, anche quando conflittivamente vissuti. Lo interpreteranno Michele Pertusi, Daniela Barcellona (e, il 20/8, Hadar Halevy, che porterà il personaggio di Calbo in Giappone, nella tournée che il ROF effettuerà il prossimo novembre), Francesco Meli, voci illustri cresciute a Pesaro, ideali per dare a Maometto, a Calbo e a Erisso la dimensione etica di difensori di uno Stato-Potere che assume la grandezza del simbolo. Una giovane talentosa debuttante uscita dall’Accademia pesarese dello scorso anno, la lettone Marina Rebeka, si cimenterà con l’umanissimo e dolente personaggio di Anna, vittima di sentimenti che accetta per fede e disciplina, quando il sangue pretenderebbe amore e trasgressione. Completano il cast Enrico Iviglia e Cosimo Panozzo. Gustav Kuhn torna a Pesaro, interrompendo la travolgente saga wagneriana che ha fatto nascere a Erl, per rileggere la partitura del “tedeschino”, così impregnata di sapiente tradizione strumentale d’oltralpe. Due concerti sinfonico-vocali si alterneranno agli spettacoli lirici: nel primo Juan Diego Flórez, accompagnato dalla prestigiosa Orquestra de la Comunitat Valenciana diretta da Alberto Zedda e dal Coro da Camera di Praga, attesterà la nascita del tenore romantico, con brani tratti da La donna del lago e Guillaume Tell; nel secondo Joyce DiDonato renderà omaggio a Maria Malibran, nella ricorrenza del bicentenario della nascita, cantando brani del suo repertorio. Il Festival Giovane ripresenterà l’acclamato allestimento de Il viaggio a Reims ideato da Emilio Sagi, direttore il russo Denis Vlasenko, a conclusione dei corsi dell’Accademia Rossiniana, al quale seguirà il tradizionale Stabat Mater diretto da Alberto Zedda e cantato da Julia Lezhneva, Daniela Barcellona, Celso Albelo e Lorenzo Regazzo. Entrambe le opere si avvarranno della collaborazione dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e del Coro da Camera di Praga, storici partner del ROF. La compagine bolognese suonerà anche nell’Ermione agli ordini di Roberto Abbado, concertatore illustre finalmente approdato nella ‘sua’ Pesaro. L’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento torna al ROF per il terzo anno consecutivo. Nel Maometto II, nell’Equivoco stravagante e nel Concerto Malibran si apprezzeranno le sue esecuzioni classicamente rigorose, temperate dalla freschezza e spontaneità pretese dal repertorio rossiniano.