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Rimpatri UE: risponde associazione Papa Giovanni

Attualità Rimini | 18:35 - 20 Giugno 2008

"La nuova direttiva europea sui rimpatri che regola la materia dell'immigrazione irregolare in Europa, approvata nei giorni scorsi dall'Europarlamento a Strasburgo, ci vede del tutto contrari". Lo sostengono Giovanni Paolo Ramonda e Antonio De Filippis dell'associazione Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, che lamentano la definizione di "una politica repressiva che abdica pesantemente sui diritti umani dei migranti". La nuova direttiva - hanno spiegato in una nota - non colpisce "le regole inique del commercio internazionale che crea masse di impoveriti, non i nuovi negrieri che spostano queste masse verso l'Europa, ma le vittime. Ancora una volta a pagare è l'anello più debole della catena. E non si fa distinzione tra adulti e minori che con questa normativa possono essere detenuti fino a 18 mesi, rispediti a casa senza un sussidio che permetta loro di vivere, essere rispediti in paesi di transito come la Libia e quindi abbandonati nel deserto a morire di fame e sete, come è già successo. Garantire la sicurezza dei cittadini europei è un'esigenza legittima e necessaria, ma l'Europa non può fare deroghe sulla dignità di ogni uomo e prima ha altri doveri di giustizia da assolvere. Legalità può solo coniugarsi con giustizia, solidarietà e verità. In questo crediamo. Questo ci aspettiamo dall'Europa".