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Rimini e l'Isola delle Rose fanno il giro del mondo

Spettacoli Rimini | 13:00 - 01 Settembre 2009 Rimini e l'Isola delle Rose fanno il giro del mondo

L’Isola delle Rose e Rimini diventano protagoniste del mondo del design e dell’architettura internazionale. A rilanciare ancora una volta il mito della micronazione sorta nel 1968 al largo delle coste della Romagna è stavolta il numero di settembre di Abitare, rivista cult del mondo dell’architettura, edita anche in inglese e distribuita in decine di nazioni: dagli Stati Uniti al Regno Unito, dalla Francia al Canada. Un servizio di quattro pagine, nel numero da oggi nelle edicole di tutto il mondo, a firma dell’architetto e saggista Giacinto Cerviere, ripercorre le vicende della micronazione e della Rimini degli anni Sessanta, inquadrando il fenomeno dal punto di vista dell’architettura e dell’urbanistica.

La storia dell’Isola delle Rose è tornata in vita quest’anno grazie al film documentario realizzato dalla casa di produzione riminese Cinematica, proiettato in anteprima alla Corte degli Agostiniani a Rimini lo scorso 1° luglio alla presenza di oltre mille persone. Anche il servizio di Abitare parte dal film documentario riminese, spiegando già nei titoli: “A 40 anni dalla sua scomparsa, il mito della micronazione nelle acque di Rimini si è amplificato, la caccia ai suoi resti si è fatta più intensa e un nuovo documentario ne celebra la storia”. Le 12 fotografie che arricchiscono il servizio di quattro pagine di Abitare sono tratte dal film documentario “Insulo de la Rozoj – La libertà fa paura”, che verrà proiettato domani sera, mercoledì 2 settembre alle 21.45, allo Zoe Cafè Fuoriposto di Santarcangelo di Romagna (RN), in via Togliatti 5 (ingresso gratuito). Si tratta del quinto e ultimo appuntamento di Estate Doc, la rassegna organizzata dalla Der (l’associazione Documentaristi Emilia-Romagna) e dalla Regione Emilia-Romagna, curata per la provincia di Rimini da Cinematica.
 
Quella dell’Isola delle Rose è una delle storie più bizzarre e affascinanti che Rimini e la riviera romagnola abbiano mai vissuto.
Il primo maggio del 1968 un ingegnere bolognese, Giorgio Rosa, proclama uno stato indipendente su una piattaforma in ferro da lui stesso costruita sei miglia al largo di Rimini, in acque internazionali. Nei mesi successivi, quel tratto di mar Adriatico di fronte a Torre Pedrera è al centro di un caso internazionale. L’impresa di Giorgio Rosa suscita da una parte grandi timori, dall’altra sogni e speranze. Giornali e televisioni di mezzo mondo mandano i loro giornalisti a Rimini per indagare sulla neonata repubblica. I turisti intanto fanno la fila per salire sulle imbarcazioni a vela che organizzavano le gite in mare attorno alla piattaforma. La lingua ufficiale adottata è l’esperanto e proprio  in esperanto vengono contrassegnati i francobolli emessi dall’Isola delle Rose o, meglio, dal Libera Teritorio de la Insulo de la Rozoj.
Nel corso di quell’estate del 1968 anche il Parlamento italiano discute due interrogazioni presentate su quello che viene definito “il caso dello stato burletta nato nelle acque dell’Adriatico”. A un paio di mesi dalla proclamazione dell’indipendenza, le forze militari italiane occupano la piattaforma e proclamano lo stato di “embargo”. Ogni tentativo di Giorgio Rosa di salvare la piattaforma e il suo sogno si rivela vano. A Rimini arrivano gli uomini della Marina militare e, nel febbraio del 1969, l’isola scompare in mare.

Il film documentario presentato da Cinematica, diretto da Stefano Bisulli e Roberto Naccari e scritto dai due registi con Giuseppe Musilli e Vulmaro Doronzo, ripercorre la storia dell’Isola delle Rose attraverso un lavoro di ricerca attento e minuzioso, con numerose interviste realizzate in giro per l’Italia e l’Europa, rintracciando testimoni e protagonisti di quelle vicende. Un lavoro che ha portato alla luce foto e video inediti, documenti e lettere di cui si ignorava finora l’esistenza.