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Riceviamo e pubblichiamo: comunicato SCM Group

Attualità Rimini | 16:59 - 10 Giugno 2010

Riceviamo e pubblichiamo:

Facendo seguito al comunicato sindacale datato 7 giugno, con cui FIOM CGIL proclama ore di sciopero dal 14 al 18 giugno prossimi per lo stabilimento di Rimini, la Direzione Aziendale ritiene doveroso precisare alcuni fatti affinché, basandosi su dati e situazioni oggettive, ognuno possa in coscienza trarre le proprie conclusioni sui danni provocati dall’atteggiamento tenuto dalla FIOM CGIL.

Negli ultimi mesi SCMGROUP ha registrato un aumento degli ordini del 66%, grazie anche all’impegno e al senso di responsabilità che tecnici e commerciali, operai e impiegati hanno saputo dimostrare in questi difficili mesi.

La strada per tornare ai livelli produttivi del 2008 è però ancora lunga: il gap da colmare è circa del 30%. Grazie agli effetti positivi generati dal piano di ristrutturazione in atto, in soli 6 mesi, è stato ridotto di un terzo il numero dei lavoratori sospesi a zero ore e per tutti i lavoratori, è stato salvaguardato il rapporto di lavoro. Il piano di rilancio da 30 milioni di euro, tutti investiti in Italia, che rende oggi l’azienda più competitiva e le permette di guadagnare quote in un mercato ridimensionato, è infatti l’unico mezzo per garantire l’occupazione.
In particolare l’incremento degli ordini in portafoglio, da evadere entro agosto, ha permesso a maggio il rientro, nella sola unità tecnologica dei centri di lavoro a cui appartiene lo stabilimento di Rimini, di 35 lavoratori, ai quali se ne aggiungono altri 21, richiamati proprio questa settimana. Altri si potranno aggiungere in futuro, se le risposte al mercato verranno soddisfatte e non messe in discussione da iniziative che penalizzano gli stessi lavoratori, in attesa di rientro dalla CIG/S a zero ore.

In un momento in cui il mercato si apre è necessario produrre rapidamente, perché i clienti oggi decidono di acquistare una macchina solo quando hanno la certezza di poterla ammortizzare e/o quando riescono ad ottenere un finanziamento. Quest’ultima prassi è lunga, e quindi diventa fondamentale per il cliente ricevere la macchina velocemente per soddisfare a le proprie esigenze produttive. Per questo il cliente sceglierà l’azienda capace di consegnare la macchina prima di altri.

L’unico modo oggi per garantire i tempi di consegna richiesti dal mercato è far lavorare a tempo pieno chi ha iniziato l’assemblaggio della macchina. È ovvio infatti che se si lavora sulla macchina meno ore, il tempo di consegna si allunga.

Come noto, l’orario estivo rivendicato da FIOM CGIL, che prevede una riduzione delle ore di lavoro settimanali, non è applicato in nessuno degli stabilimenti SCM Group di Thiene e neppure di Bergamo, Sinalunga, Monza, Piacenza, Zogno e nemmeno di Mariano Comense, ma lo è solo nel territorio riminese. Inoltre, nessuna delle aziende concorrenti italiane, nè tantomeno straniere, lo prevede.
La consistente riduzione dell’orario di lavoro durante il periodo estivo è contrattualmente prevista, ma condizionata dalle esigenze tecniche e produttive aziendali. Per questo la Direzione Aziendale aveva predisposto, già in data 27 maggio, diverse proposte per il periodo di giugno-agosto 2010 che cercavano di cogliere le posizioni delle parti, senza nessun danno economico per i lavoratori, dando risposta all’imprescindibile necessità di produrre rapidamente le macchine, affinché il cliente fosse soddisfatto. Proposte che però non sono state accolte.

Oggi davvero dobbiamo essere più rapidi della concorrenza, ma FIOM CGIL proclama uno sciopero, rallentando la produzione.

Questi sono fatti oggettivi, precisi e inconfutabili: qualcuno potrà utilizzarli per dare ancora una volta un’interpretazione faziosa della realtà, alimentando infauste polemiche. Molti intuiranno quali sono le conseguenze di un rallentamento produttivo: non riuscire ad evadere ordini in tempo, significherebbe cancellazione degli stessi e quindi perdita di posti di lavoro. Quindi tutti dobbiamo capire che non è più tempo di essere “contro” perchè questa volta più di altre, chi ci rimette di più sono i lavoratori.

Ci auguriamo quindi che tutti siano in grado di comprendere e accogliere positivamente gli sforzi e gli investimenti che tutti i lavoratori, non senza difficoltà ma con determinazione,  stanno portando avanti. Ora auspichiamo che l’atteggiamento generale sia di collaborazione, per percorrere insieme la via d’uscita dalla crisi.

La Direzione SCM Group Spa

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