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Ravaioli all'Assemblea soci del Forum Piano Strategico

Attualità Rimini | 15:56 - 18 Aprile 2008

Testo del saluto che il Sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli, farà questo pomeriggio alla I Assemblea dei soci del Forum del Piano Strategico di Rimini che si svolge alla Sala dell’Arengo in piazza Cavour. 

“Non è un giorno tra i tanti. Non è un momento dei soliti. La prima assemblea dei soci del Forum del Piano Strategico è l’avvio ufficiale di un percorso di discussione non privo di incognite ma comunque necessario da percorrere sino in fondo. Voglio subito mettere a fuoco un particolare per così dire visivo: voi. Credo che nella cronaca, e forse nella storia, di questa città sia difficile cogliere un colpo d’occhio simile a quello odierno: enti, associazioni, gruppi a rappresentare indistintamente la componente pubblica e privata dell’intero tessuto collettivo sono allo stesso tavolo con lo scopo di pensare e quindi progettare il futuro comune. In questi casi si dice che la forma è già sostanza: è vero, verissimo. Al di là di ogni considerazione, quello che conta è che condividiamo un’attesa collettiva e per farlo abbiamo tutti, coscientemente, svolto un atto di reciproca fiducia. Fiducia nel progetto, nei suoi obiettivi e nei protagonisti dello stesso. Questo è già un risultato importante, interamente ascrivibile al Piano Strategico. Comprendo l’articolazione della discussione preliminare dentro i singoli soggetti aderenti: c’era da abbattere una barriera consolidata di diffidenza. Ma oggi siamo qui, volendo concretizzare finalmente un’opportunità di sviluppo coerente con la storia, la natura, le relazioni di una città come Rimini. L’Amministrazione Comunale, in questa direzione, si è messa completamente in gioco, scegliendo di fare un passo indietro. Il senso e il destino del Piano strategico risiede completamente nella partecipazione equanime di istituzioni, società civile, cittadini al suo processo di elaborazione. Se dimenticassimo o snobbassimo questo elemento, qualunque documento o analisi sul futuro di Rimini sarebbe destinato a prendere la polvere sul fondo di un cassetto. Badate, in altre realtà è successo e dunque il rischio è reale: la percentuale di realizzazione concreta di ciò che andremo a definire con il Piano sarà direttamente proporzionale alla nostra capacità di ascolto e coinvolgimento la più ampia e profonda accezione. Fondamentale è il lavoro istruttorio, o meglio di messa a disposizione degli strumenti idonei a indirizzare il dibattito verso gli approdi giusti piuttosto che piegarlo verso obiettivi parziali. Il lavoro che verrà presentato tra pochi minuti già focalizza alcuni temi prioritari del Piano strategico. E non sono argomenti esclusivamente inerenti l’urbanistica, l’imprenditorialità, il sociale. Ne estraggo uno, non a caso: la creatività. Il Piano strategico non può non tenere conto di questo elemento, a Rimini storicamente ‘disperso’, parcellizzato, e perfino ‘costretto’ all’emigrazione. Dobbiamo invertire la rotta da adesso in poi e innervare il processo di Piano strategico di questa forza impetuosa e inedita, spinta da decine di esempi eccellenti, spesso pilota sul piano nazionale ma non ancora ‘rete’ che conta. Voglio dire che il Piano strategico ci deve insegnare anche un metodo e parole nuove, anche a costo di rompere schemi vecchi e termini altrettanto datati; e non c’è antenna migliore per sintonizzarsi con il ‘buono e nuovo’ che c’è nel mondo che l’intelligenza, la creatività, un senso della sfida e dell’avventura quasi pionieristico. Offriremo un futuro concreto alla città se sapremo dunque parlare una lingua diversa, in cui ‘problema’ può essere sinonimo di ‘opportunità’ piuttosto che di ‘polemica’. Il fatto che oggi, per la prima volta dopo mezzo secolo, siamo a discuterne e apprezzarne il valore è già un pezzo consistente del cammino.Grazie, veramente grazie a nome di Rimini”.