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Radio, Tv, musica: è il caso di staccare la spina?

Attualità Pesaro | 13:53 - 27 Gennaio 2009 Radio, Tv, musica: è il caso di staccare la spina?

Fipe-Confcommercio consiglia di togliere nei locali radio e Tv e smettete di pagare tutte le imposte e gli oneri dovuti!”. Questo il comunicato integrale dell'associazione di Pesaro e Urbino.

In questi giorni stanno pervenendo ad esercenti bar e ristoranti lettere della società SCF che invita al pagamento di compensi relativi ai diritti connessi per la diffusione di musica d’ambiente attraverso la radio o la Tv. Precisando, per gli addetti ai lavori, che si tratta dei diritti connessi che sono una cosa assolutamente diversa dai diritti dovuti alla SIAE ma ai quali comunque si aggiungono come onere a carico degli esercenti, è opportuno fare una seria riflessione se sia davvero arrivato il momento di dare come Fipe-Confcommercio un sano consiglio ai nostri associati e cioè “Togliete dai locali tutte le radio e televisioni e smettete di pagare tutte le imposte e gli oneri dovuti !” .

Perché questo invito?  Forse non tutti sanno che per avere un apparecchio televisivo in un locale bisogna pagare il canone di abbonamento TV alla RAI che, secondo la tipologia del locale, varia  da 379 a 948 € all’anno; a questo bisogna aggiungere poi i diritti che si versano alla Siae da 139 a 713 € .  Per coloro che poi volessero installare Sky  per far vedere ai clienti le partite dei nostri eroi pedestri  i costi  lievitano per un abbonamento che va da 1500 a 3500 € / anno secondo la superficie del locale; ma attenzione a non far pagare biglietti di ingresso o aumentare le consumazioni perché in quel caso sareste considerati come una … Multisala  !

E che non vi venisse anche in mente di chiamare qualcuno a suonare nel vostro locale, anche se solo per mezz’ora,  dovreste pagare innanzitutto per una valutazione acustica redatta da un tecnico abilitato (minimo 400 euro),  il permesso musicale , l’Enpals per i contributi  e poi mettete in conto anche qualche multa che vi verranno sicuramente affibbiate per non avere questo  o quel permesso o per aver sforato l’orario o perché i vostri clienti fanno rumore.

Questo insomma sarebbe il consiglio che vorremmo dare ai nostri associati, ma non possiamo perché il mondo va avanti, cambiano gli usi e i costumi, i clienti chiedono sempre maggiori servizi e novità: sarebbe però  ora che se ne accorgessero anche quelli che hanno messo in piedi questo carrozzone di burocrazia e zeppo di oneri , sarebbe ora che la tanta decantata deregulation venisse instaurata per rendere la vita delle imprese non oppressa da mille cavilli e lacci  soprattutto in questo momento di difficoltà.

Marco Arzeni
Segretario Fipe-Confcommercio

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