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Qualità dell’aria: a Rimini è ancora emergenza.

Rimini | 17:35 - 17 Gennaio 2008

Sulla qualità dell’aria nella provincia di Rimini l’emergenza non accenna ad allentarsi e resta ancora molto da fare per migliorare la situazione, nonostante che dal 2002, sulla base di un accordo di programma sottoscritto da Regione, Province e comuni capoluoghi, sia stata adottata una serie di misure al fine di ridurre le emissioni inquinanti, in particolare le PM 10. Gli stop al traffico privato (in vigore sino al 31 marzo 2008) e le ordinanze per l’abbattimento degli scarichi industriali, non sembrano aver sinora dato esito soddisfacente per rientrare nei parametri di norma. E tuttavia non sono solo ombre. La campagna per il “bollino blu” sulle automobili, ad esempio, ha avuto successo: basti citare i 14 mila marchi rilasciati, in seguito agli opportuni controlli, nel 2006, e, soprattutto, gli oltre 60.000 autoveicoli che l’anno scorso si sono presentati alla revisione. “I cittadini hanno risposto positivamente alla nostra iniziativa – ha affermato l’assessore alla Mobilità, Alberto Rossini – dimostrando come sia grande la sensibilità dell’opinione pubblica sul tema della qualità dell’ aria”. Un alto livello di attenzione attestato anche da una recente indagine commissionata all’ SWG, secondo cui il traffico eccessivo (43%) e lo smog (18,8%) sono ai primi posti fra i problemi che rendono meno vivibili le città. Inquinamento e viabilità caotica sono percepiti in relazione di causa ed effetto. E dunque, per limitare entrambi, i cittadini ritengono occorra intervenire  per potenziare i trasporti pubblici (37%), sistemare le strade dissestate (30%), rendere più fluido il transito dei veicoli (28%) e realizzare le piste ciclabili (23%). E’ indispensabile, insomma lavorare per una mobilità “sostenibile”, imperniato sul trasporto pubblico locale. Ad esempio con provvedimenti strutturali, come l’incremento delle corsie preferenziali. “Operare in questa direzione, permetterebbe, fra l’altro di ridurre sensibilmente i costi di gestione a carico delle aziende di trasporto. Infatti per ogni km. di corsia preferenziale si può ottenere un risparmio di 700/800 euro all’anno”, ha spiegato Rossini.

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