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Protesta per un Wonder shop aperto davanti scuola

Cronaca Rimini | 12:31 - 18 Maggio 2008 Protesta per  un Wonder shop aperto davanti scuola

E’ polemica per l’apertura di un “wonder shop” di fronte ad una scuola superiore di Rimini. Nel negozio si vendono sostanze psicoattive ed oggetti che vengono identificati con la cosiddetta cultura dello "sballo".
In Italia ci sono una cinquantina di negozi di questo tipo e cinque fanno capo alla catena "Alkemico", un franchising riconducibile all’azienda sammarinese Iba Srl. L’apertura di questi “wonder shop” è stata sempre seguita, inizialmente, da qualche polemica, come cinque anni fa a Riccione in occasione del primo negozio del marchio. Oggi a scatenare la bufera è soprattutto la vicinanza dell’ultimo negozio aperto a Rimini, dall’altra parte della strada dell’Istituto Superiore “Marco Polo”, e poca distanza dall’Istituto Alberghiero. In questo zona si muovono abitualmente circa 900 studenti e la stragrande maggioranza sono minorenni. Il preside del “Marco Polo”, il professore Umberto Moretti, venerdì ha inviato una lettera al provveditorato segnalando l’incompatibilità ambientale del negozio con una scuola. Il vicesindaco di Rimini Maurizio Melucci ha dichiarato che il negozio è in regola. Come afferma il titolare Alessandro Mini, tutto ciò che si vende è legale.
L’On. Isabella Bartolini intanto ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno Maroni per chiedere, oltre alla chiusura dei negozi della catena Alkemico, anche l’oscuramento del sito. Visionando la pagina web si scopre che il gruppo fa capo all’azienda sammarinese Iba Srl di Rovereta. Intanto ieri sul vetro del distributore automatico c'era appeso un cartello con scritto: "per decisione della direzione il distributore rimarrà temporaneamente chiuso".