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Prostituzione: Giovanni XXIII, no schema ddl Maroni-Carfagna

Rimini | 00:30 - 10 Luglio 2008 Prostituzione: Giovanni XXIII, no schema ddl Maroni-Carfagna

"Denunciamo con forza lo schema del disegno di legge sulla prostituzione di cui i ministri Mara Carfagna e Roberto Maroni sono i firmatari". Lo afferma il responsabile della comunità Giovanni XXIII di Rimini fondata da don Oreste Benzi, Giovanni Paolo Ramonda, che condanna la riapertura delle case chiuse e chiede un incontro al premier Berlusconi e al ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna "E' vergognoso e senza ritegno - sottolinea in una nota - affrontare il dramma della vita di migliaia di giovanissime donne schiavizzate, sfruttate e vendute come merce di scambio, legalizzando il meretricio e permettendo di fatto il suo esercizio all'interno di case dove le organizzazioni criminali possano agire indisturbate insieme alla compiacenza dei clienti e delle istituzioni. Restiamo costernati - rincara Ramonda - che una giovane donna, ministro delle Pari Opportunità da appena due mesi nel Governo, possa diventare responsabile di una eventuale legge così devastante: per tutelare la sicurezza dei cittadini si invita il cliente a poter sfruttare e violentare il corpo di una schiava, favorendo il racket della prostituzione. Lo Stato non può diventare il protettore dei magnaccia". E "il ministro Maroni che tanto desidera garantire la sicurezza dei cittadini, sa benissimo che dietro al traffico delle donne fatte prostituire c'é il mondo della criminalità organizzata". L' Associazione "non starà a guardare - conclude Ramonda - e farà di tutto per impedire che un tale ddl venga approvato. Manifesteremo il nostro dissenso in tutta Italia e in ogni parrocchia, se necessario promuovendo anche un referendum abrogativo".