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Prostituzione: ass.Giovanni XXIII, punire clienti case

Attualità Rimini | 08:43 - 04 Ottobre 2008

"Dovrebbero essere puniti anche i clienti che frequentano gli appartamenti. Chiediamo al Ministro Carfagna di ampliare la disposizione delle multe ai clienti estendendola anche a coloro che sfruttano lo stato di schiavitù all'interno delle case". Giovanni Paolo Ramonda, responsabile della associazione Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, interviene con durezza sul tema dopo le due operazioni antiprostituzione di Torino e Perugia. Episodi che dimostrano come nessuna donna straniera arriva in Italia a prostituirsi "per libera scelta" sottolinea. Anche le donne "costrette a prostituirsi all'interno delle abitazioni sono per la maggior parte straniere e in mano agli aguzzini del racket" aggiunge, definendo "ottima ed efficace la disposizione del sequestro preventivo degli appartamenti utilizzati per il meretricio". Infine, conclude Ramonda, coloro che pensano "di risolvere il problema della prostituzione coatta riaprendo le case chiuse o i recinti dell'eros' non sono in buona fede"; e "schiavisti" sono anche "gli affittuari degli appartamenti che sanno di concedere le proprie locazioni ai magnaccia".

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