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Prezzi: kg pane a 1 euro; panificatori Rimini contro regione

Rimini | 11:46 - 28 Luglio 2008 Prezzi: kg pane a 1 euro; panificatori Rimini contro regione

Una campagna pubblicitaria promossa dai panettieri aderenti a Confartigianato, Cna, Ceto Medio e Upa contro l'iniziativa '1 kg di pane a 1 euro' partirà all'inizio di agosto in provincia di Rimini. Sono 130 imprese che si ribellano ad un giudizio secondo cui il pane artigianale ha costi sproporzionati ed è aumentato in maniera sconsiderata. La campagna recita lo slogan 'Non c'é convenienza senza qualità. Il pane del tuo fornaio è sempre il più buonò. In provincia di Rimini il pane è aumentato nell'ultimo anno dal 7 al 10%, ma secondo i panificatori si tratta di aumenti ben più contenuti dei costi d'impresa. Gli addetti riminesi al settore hanno deciso - spiegano - di reagire contro quella che ritengono "una grave intromissione della pubblica amministrazione in questioni strettamente riguardanti il mercato. Appunto la campagna '1 kg di pane a 1 euro'; una scelta compiuta da grandi catene commerciali, sostenuta inopportunamente dalla Regione Emilia Romagna. Pur fra mille difficoltà riteniamo di avere la possibilità, puntando sulla qualità, per competere e combattere la concorrenza. Ma siamo disarmati - proseguono i panificatori - contro chi associa la firma della Regione Emilia Romagna a quella che è una pura strategia commerciale". I panificatori artigiani di Rimini chiedono alla Regione di non confermare la scelta fatta dall'assessore Guido Pasi che aveva apprezzato la campagna promozionale delle grandi catene di distribuzione e "il suo incoraggiamento ad un'attività che ha solo motivazioni legate al marketing e non alla reale convenienza nella spesa. E' troppo facile vendere una limitata quantità di pane sottocosto, nell'ambito di una politica commerciale che vanta migliaia di referenze sugli scaffali". "Se noi panificatori artigiani - continuano - vendessimo il pane ad 1 euro al kg saremmo costretti a chiudere bottega; non abbiamo certo le risorse per poter sostenere questa politica e nemmeno quelle per fare una capillare e costosa campagna di comunicazione come ha fatto la Grande Distribuzione. Il ruolo della Regione lo riteniamo improprio, contrasta con i principi del libero mercato e moralmente costituisce una messa sotto accusa di una intera categoria di imprenditori. Per questo sosteniamo il ricorso all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato presentato dai colleghi Bolognesi".