Portiere notturno di un hotel a processo: "Frasi esplicite verso ragazzini in gita per adescarli"
La difesa respinge le accuse: "Nessun adescamento, lacunosità del processo"
Il portiere notturno di un hotel del Riminese, zona Riviera, è a processo per adescamento di minori, per fatti avvenuti nel marzo del 2024. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vicenda è avvenuta in una sala adiacente all'hall della struttura, in cui alloggiavano due classi di studenti di terza media e i loro insegnanti, in gita di istruzione nel nostro territorio. Alla luce delle risultanze investigative, per la pubblica accusa il portiere ha rivolto frasi e battute a sfondo sessuale a un gruppo di questi ragazzini, durante una breve conversazione, allo scopo di adescarli. I giovani raccontarono poi l'accaduto ai genitori e partì la denuncia.
La difesa - l'imputato è difeso dall'avvocato Paolo Ghiselli - parla di lacunosità del processo, in quanto i ragazzini coinvolti non sono stati sentiti dagli inquirenti nell'immediatezza dei fatti, e per la mancata perizia sulla capacità di testimoniare dell'unico testimone oculare sentito nel processo, un minore. La difesa si è avvalsa anche di un perito, uno psicologo, che ha parlato di amplificazione della situazione. Quanto contestato, ha rilevato, si discosta dalle normali dinamiche di adescamento, che non parte mai con frasi esplicite, ma con parole frutto di tecniche finalizzate a creare un legame fiduciario, segreto, isolando e manipolando la vittima, facendo poi perno sul senso di colpa oppure su veri e propri ricatti e minacce, finalizzate a spingere la vittima a non raccontare l'accaduto. Strategie manipolative totalmente assenti nel caso in esame, secondo la difesa, anche perché in genere l'adescamento, che avviene online, viene effettuato dall'autore nascondendo la propria identità, con il proposito di non essere scoperto (il "Child Grooming").
Il sostituto procuratore Luca Venturi ha chiesto condanna dell'imputato a 9 mesi. La sentenza è attesa per il mese di luglio.
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