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'Peter Pan' vola al teatro di Cattolica

Spettacoli Cattolica | 11:07 - 29 Gennaio 2011 'Peter Pan'  vola al teatro di Cattolica

Prosegue a Cattolica Tutti a Teatro, la rassegna teatrale dedicata alle famiglie. Il secondo dei tre appuntamenti stagionali in calendario al Teatro della Regina è per domenica 30 gennaio, alle 16, con Peter Pan lo spettacolo di teatro di figura e teatro d’attore del Teatro del Canguro di Ancona tratto dal romanzo di J.M. Barrie.

C'è una stanza: quella di Wendy e degli altri bambini dove a volte c'è anche una mamma che racconta storie. Lì tutto è caldo, protetto, rassicurante...forse un pò monotono. Fuori, al contrario, c'è il mondo di Peter: senza obblighi, senza regole pesanti, pieno di cose e di esseri strani e suggestivi, tutti inafferrabili e inconsistenti, perché forse la fantasia e l'infanzia sono proprio così. C'è il paese di Peter e degli altri "bambini perduti": un paese che esiste solo perché lo si vuole raccontare e perché si ha voglia di vederlo. Un paese che, al contrario di quanto si potrebbe pensare, non è poi così "ampio ed esteso, con seccanti distanze tra un'avventura e l'altra". C'è infine una finestra dove Peter vola per "predare" storie, così come fanno le rondini che, a questo scopo, nidificano sui cornicioni delle case. Una finestra attraverso la quale entrano ed escono fate, bambini, sorrisi strappati, baci non dati, occhi sgranati, voglie, paure, sogni, speranze, e tutti quei pensieri, così leggeri, che ti sollevano dolcemente nell'aria e ti fanno volare.
Scenicamente lo spettacolo si presenta suddiviso in due parti. C'è un "sotto" che rappresenta la stanza, la casa, la famiglia, il nido. Ovvero quel luogo per sempre abbandonato da Peter e forse, poi, per sempre rimpianto e desiderato. C'è anche un "sopra" frenetico, vitale, sospeso nell'aria, ricco di fugaci apparizioni affascinanti o inquietanti. Lassù tutti si rincorrono senza mai incontrarsi, lassù ogni avventura è possibile e non c'è altro che non sia avventura. Queste due zone, antitetiche per definizione, sono però, in fondo, complementari; l'una non potrebbe esistere senza l'altra...come a dire che non esisterebbe evasione senza qualche cosa da cui "fuggire lontano", e non esisterebbe nostalgia senza qualche cosa o qualcuno da ricordare, la sera, quando tutto è silenzio e s'aspetta la notte...

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