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Panzieri: 'Più cinismo per segnare più mete'

Sport Pesaro | 10:18 - 27 Gennaio 2011

Da sei anni è la mente del gioco dei trequarti della Pierantoni Pesaro rugby. Paolo Panzieri, dal suo esordio a soli 18 anni in prima squadra, è senza dubbio uno dei principali artefici della crescita dei giallorossi in questi anni, sempre pronto a sacrificarsi per i compagni, primo a correre per inseguire l'ovale e a placcare l'avversario nonostante i suoi soli 76 chili. Domenica era regolarmente in campo e ancora non ha smaltito l'amarezza per un match che Pesaro aveva a portata di mano fino a due minuti dalla fine, quando Arezzo ha segnato la meta del 20-19 finale: “Era davvero una partita che potevamo portare a casa. Molto probabilmente è girata attorno all'espulsione di Santini, anche perché nel primo tempo abbiamo sempre avuto in mano il pallino del gioco, dominanti in mischia e in touche. Poi in 14 ci siamo un po' slegati e abbiamo iniziato a soffrire, prendendo meta negli ultimi due minuti”.

Se non altro si conferma la crescita della squadra. Di chi il merito?

“Si devono elogiare i nuovi arrivati, ma anche tutto il gruppo che ha permesso loro di inserirsi così bene. Gli acquisti ci danno comunque una grossa mano ed io mi trovo particolarmente bene con Diego Ulissi che gioca nei trequarti assieme a me: non ha problemi nell'impatto e riesce a portare avanti il pallone. Devo comunque davvero elogiare tutti i miei compagni. Anche domenica abbiamo fatto una grande partita, ad iniziare dallo stesso Enrico che ha fatto comunque un ottimo primo tempo. Purtroppo è difficile resistere in 14 per un tempo. Abbiamo difeso strenuamente ma alla fine è arrivata una doccia non fredda, gelata”.

In cosa può migliorare questa Pesaro rugby?

“Dobbiamo essere più cinici in fase realizzativa: abbiamo sempre quelle due o tre occasioni che non sfruttiamo. Parlo in particolare di noi tre quarti. Anche con Roma o Viterbo, nonostante le molte mete, non abbiamo sfruttato al massimo i sovrannumeri creati al largo. In caso di tre contro uno o due contro uno dobbiamo segnare e invece in questo un po' pecchiamo, sia per manualità che per visione di gioco. In difesa invece siamo cresciuti molto. In mischia poi, se abbiamo tutti i titolari, siamo inferiori solo al Romagna”.

Forse lo scorso anno era un campionato più facile?

“Lo scorso campionato le prime tre erano delle schiacciasassi, mentre Firenze era allo sbando. Quest'anno ci sono 4- 5 squadre in sei sette punti. Vinci due partite e sei quinto, le perdi e sei penultimo. Ogni partita è più difficile”.

Una Pesaro rugby che paga un po' troppi infortuni e che non può contare sullo stesso numero di giocatori dello scorso anno. E' forse venuto un po' meno l'entusiasmo?

“Lo scorso anno eravamo di più. Era il primo anno di B e forse c'erano più stimoli in un ambiente più gasato. Per questo davano tutti il cento per cento, mentre quest'anno è più dura e non c'è più il fattore novità”.

Un buon aiuto se non altro viene dai giovani Canapini e Gennari.

“In fase realizzativa Mathias ha una finta e un cambio di passo che in pochi hanno e che lo rende davvero devastante in attacco. Devono migliorare qualcosa in difesa e nella gestione della partita. I centri e le ali non in tutte le partite devono fare tanti placcaggi, ma spesso un loro errore significa prendere una meta. Però ci danno davvero una grossa mano. Senza di loro avremmo persone al primo anno di rugby o giù di lì, quindi la coperta era un po' corta”.

Da sei anni giochi apertura, ma il tuo sogno è ancora quello di spostarti all'ala?

“Gioco apertura dall'under 19, ho giocato anche centro, ma mi piacerebbe giocare ala. Mi piace come ruolo. Credo che sia un ruolo davvero bello da interpretare perché puoi fare un sacco di cose se vai a riproporti a cercare te il pallone, giocando con il campo aperto. Come dieci invece devi saper davvero giocare bene e avere un sacco di qualità al piede, cosa che che mi manca”.

Nella Pesaro rugby sin dalle giovanili, hai visto cambiare la società in questi anni, sino all'arrivo del nuovo presidente Simone Mattioli. Come giudichi il lavoro della dirigenza?

“Sono molto contento della risposta della società alle difficoltà di avvio campionato e credo sia dovuta soprattutto al nuovo presidente, una persona piena di stimoli che ha ricaricato tutto l'ambiente. Una risposta buona da parte della società che si è fatta più volte sentire nella stagione anche se ci sono alcune cose da migliorare. Ora il nostro compagno Marco Sanchioni è entrato nel consiglio societario come rappresentate dei giocatori e speriamo con lui di farci valere un pochino di più”.

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