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Pantani: la famiglia insiste, da processo nessuna verità

Cronaca Cesena | 08:53 - 05 Ottobre 2007 Pantani: la famiglia insiste, da processo nessuna verità

La famiglia di Marco Pantani è convinta che, al di là dell'aspetto processuale, non sia stata detta tutta la verità sui motivi che portarono il campione a sprofondare nel baratro che lo portò alla dipendenza dalla cocaina e alla morte il 14 febbraio 2004. Così ieri pomeriggio l'avvocato della famiglia del "Pirata", Danilo Mastrocinque (mentre si sta avvicinando la sentenza) ha voluto incontrare la stampa per ribadire ancora una volta e nei dettagli quella che è la convinzione dei suoi assistiti. Sono state ripetute prese di posizioni che mamma Tonina Pantani ha già espresso nell'aula del tribunale di Rimini, ad esempio scagliandosi contro la manager del figlio Manuela Ronchi e contro altre persone molto vicine negli ultimi tempi al campione ciclista. Il legale ha voluto andare al di là delle responsabilità penali degli imputati nel processo, sottolineando che i genitori e i familiari di Marco Pantani volessero sapere come il campione sia finito nella disperazione più assoluta e lontano da tutti. "Abbiamo cercato di scoprirlo - ha detto l'avvocato - durante il processo ma abbiamo anche capito che non è la sede giusta.

Gli interrogativi che restano senza una risposta sono tanti. Marco aveva ancora voglia di combattere e nel 2003 chiese alla sua manager di impegnarsi per trovargli una squadra per il rilancio. Sembrava fatta ma invece non è successo nulla: niente squadra. Questo tipo di gestione lo ha portato nel baratro. Il suo amico Michael Mengozzi durante il processo troppe volte ha sostenuto di non ricordarsi e di non sapere. Un atteggiamento che non ha chiarito moltissimi punti. La famiglia sperava che aiutasse Marco ad allontanarsi dalla droga. Dal processo invece è emerso che conosceva da tempo la russa Helena Korovina (l'ultima compagna di Pantani, adesso tra gli imputati) e che lui ha creato il contatto. Insomma le indagini, effettuate in modo molto affrettato e con lacune, non hanno risposto a diverse domande". Mastrocinque ha aggiunto che ci sono due tipi di colpevoli nella tragedia di Pantani: chi gli ha venduto materialmente la droga e chi non ha impedito che ci accadesse.