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Pallavolo donne: Viserba al via, il 'grazie' della Scavolini

Sport Rimini | 14:00 - 06 Settembre 2008 Pallavolo donne: Viserba al via, il 'grazie' della Scavolini

Cosa ci fanno l'allenatore campione d'Italia con la Scavolini Pesaro, Angelo Vercesi, e la schiacciatrice biancorossa Carolina Costagrande alla presentazione di una società di B2? Ringraziano. Soprattutto se la società in questione è il Viserba volley. Già, perché se le pesaresi hanno vinto l'ultimo Tricolore, lo devono anche alla società del presidente Paolo Stefanini. Storia di dieci anni fa, stagione 1998. Il Viserba arriva primo in classifica in B1 a pari merito con il Forlimpopoli, ma la differenza set lo condanna. La delusione dura poco, fino al momento in cui la società riminese è certa del ripescaggio. E' a quel punto che entra in gioco la Scovolini, che acquista i diritti dal Viserba portandosi nelle Marche anche l'allenatore, oggi direttore tecnico viserbese, Luigi Morolli, l'alzatrice Doria Carnesecche e soprattutto il Direttore sportivo, Piero Babbi. In questi dieci anni tra le due società c'é stato sempre un filo conduttore e questa mattina Vercesi e Costagrande hanno fatto un grosso 'in bocca al lupo' alle due formazioni biancorosse, quella maschile e quella femminile che lo scorso anno ha vinto 25 partite su 26 nel campionato di C1, per la prossima stagione. "Vi ringrazio di cuore - ha detto l'allenatore carioca - perché senza di voi il nostro sogno non si sarebbe avverato. Vi auguro di assaporare ancora una volta il gusto della vittoria perché è sempre lo stesso, indipendentemente dalla categoria in cui si gioca". Parlando della squadra femminile del Viserba, c'é anche la storia che lega Doria Carnesecche ed Elisa Morolli, entrambe alzatrici, entrambe legate da un vincolo molto particolare: Doria è la mamma di Elisa. "Giocare insieme a mia figlia - spiega il capitano - mi fa un certo effetto, ma se crede di rubarmi il posto si sbaglia di grosso". Unico neo di una giornata di festa, il disinteresse degli imprenditori locali: "Fare sport a Rimini - commenta Stefanini - è più difficile che trovare un ago in un pagliaio".

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