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Ordinanza sgombero laboratorio Paz Rimini, martedì ultimatum

Cronaca Rimini | 17:32 - 01 Giugno 2008

Il centro sociale Laboratorio Paz di Rimini ha ricevuto questo pomeriggio l'ordinanza di sgombero da parte del Comune con cui il sindaco Alberto Ravaioli intima alle persone che svolgono attività dentro la struttura a lasciarla entro 48 ore. L'ultimatum scade martedì. Il Paz è sotto sgombero dall'agosto 2007, ma negli ultimi tempi, secondo i suoi occupanti, "si è intensificata un'azione repressiva senza precedenti, caratterizzata anche da prese di posizioni politiche da parte di esponenti del Prc riminese e del Pd, atte a fomentare il concetto di illegalità e di abusività di un'esperienza di autogestione che dura da quattro anni". Coloro che si autodefiniscono "i compagni e le compagne del Paz" sottolineano come 'il Laboratorio abbia prodotto, nella sua quadriennale esperienza, centinaia di eventi e di iniziative politiche attraversate da una molteplicita' di persone, artisti, associazioni, comitati. Un'esperienza autonoma fuori dalle logiche della rappresentanza e dai dispositivi del potere, un' esperienza cresciuta grazie all'impegno di tanti riminesi e non. E' proprio la natura del Paz, e ciò che esso ha rappresentato fra la popolazione del territorio riminese, l'oggetto da stigmatizzare e da reprimere con la violenza del potere, nella forma dello sgombero fisico della struttura e dei suoi attivistì. Come noto, nel settembre dello scorso anno il Paz venne preso di mira da un attentato attrobuito a Forza Nuova: per il tentativo di incendiarlo finirono in carcere 13 militanti della formazione di estrema destra". Ma quelli del Paz ce l'hanno anche e soprattutto con "la giunta di centrosinistra, che - dicono - in questi anni non ha fatto altro che privilegiare gli interessi dei pochi speculatori a danno dei bisogni del territorio; e come il Prc e altri esponenti della giunta, che hanno gestito i propri piccoli interessi provando a cavalcare i movimenti senza però riuscirci". Il Paz invita la cittadinanza a "mobilitarsi in difesa di questa importante esperienza di democrazia e contro chi pensa di risolvere a suon di ordinanze e di violenza tutto quello che non rientra all'interno dei propri interessi particolari".