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Moda: Ballestracci artista riminese a Pitti Bimbo 2008

Attualità Rimini | 10:30 - 19 Gennaio 2008 Moda: Ballestracci artista riminese a Pitti Bimbo 2008

E’opera di un artista riminese, Claudio Ballestracci, la suggestiva installazione “Piccola antologia notturna /Dream Collection, realizzata per la sessantaseiesima edizione di Pitti Bimbo, il salone dedicato ai più piccoli, che si terrà a Firenze sino al 20 gennaio.
Un progetto che ha coinvolto tutte le scuole elementari e materne del comprensorio di Bellaria - Igea Marina, “a tutti i bambini in età compresa tra i tre e gli undici anni ho distribuito delle federe di cotone su cui dormire – ha spiegato l’artista – raccogliendo così più di mille sogni…
Può raccontare come nasce questo particolare progetto?
L’idea di raccogliere i sogni nasce dal desiderio di appuntare su tessuto una piccolissima traccia di quella misteriosa attività, prevalentemente notturna che ognuno di noi produce. Una quantità infinita di immagini e sensazioni. Il sogno è un luogo atipico e rivoluzionario che prevarica ogni canone narrativo, va contro ogni regola di mercato.
Come sono state utilizzate le federe dai bambini?
Dopo aver dormito su questa federa di cotone bianco i bambini hanno scritto direttamente sulla stoffa la data di consegna e di ritiro della federa e il nome di battesimo, firmato dal bimbo stesso.
La federa, dopo il sonno naturalmente, non ha subito lavaggi. Il sonno di ogni bambino è rimasto così appuntato sui singoli pezzi di cotone, una sorta di federa pellicola, federa diario, una federa nelle cui trame rimane impigliato il sonno (da cui il sogno) perché più vicino al capo adagiato. La stoffa bianca del cuscino è lo schermo del cinematografo di Morfeo.
Inoltre è stato anche suggerito di scrivere su un pezzo di carta il proprio sogno, questo per poter usare la calligrafia originale dei bambini nella grafica che verrà realizzata per Pitti Bimbo.
Quali sono i sogni più ricorrenti?
I primi sogni sono preziosi veicoli di comunicazione, sono formule di pensiero nuovo, sono provviste per l’inverno adulto.
Il bambino come il sogno è rivoluzionario perché trasportato dalle sue aspirazioni, senza vincoli di nessun genere si permette di essere astronauta, pilota, mamma oppure drago, adulto o super-eroe, anche se nei racconti dei bimbi più piccoli si evince chiaramente una forte dose di fantasia…
Qual è stato il procedimento che ha seguito “la raccolta dei sogni”?
Dopo aver ritirato le federe, le ho piegate in modo che dietro rimanesse la data e la firma autografa e sul davanti ho scritto a macchina ad esempio “Il sonno di Beatrice…”, in italiano e in inglese, essendo la manifestazione di portata internazionale. Ho poi rimpicciolito la federa in un piccolo involto mediante l’estrazione dell’aria per il mantenimento del sogno, diventando così un oggetto indecifrabile, un potenziale contenitore di immagini, uno scrigno luminoso e misterioso.
E l’installazione a Pitti Bimbo?
Nel Padiglione d’entrata è stata montata una parete di quattordici metri per tre, leggermente concava, su cui sono stati assemblati i sogni dei bimbi, uno accanto all’altro, a formare un abbraccio leggero ed avvolgente. Questa struttura, denominata Dream collection, è una sorta di grande espositore/distributore di “sogni sottovuoto”, ben sapendo che il prodotto è insensibile ad ogni mercificazione.
Il paradosso risiede proprio qui, all’interno di una fiera commerciale la presenza di un’installazione solo in apparenza commerciale, ma come ben sappiamo i sogni per fortuna non sono i vendita….

Lina Colasanto

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