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Medici riuniti a Rimini: poco sole fa bene e riduce rischio tumori

Sanità Rimini | 22:08 - 21 Maggio 2010

Il sole? Non è un nemico della pelle. Anzi, se preso poco e tutti i giorni, protegge dal melanoma e fa bene anche all'umore. A sdoganare l'idea che la tintarella in assoluto faccia male sono gli esperti della Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), riuniti a Rimini per il loro congresso nazionale, mentre l'American Academy of Dermatology lancia l'allarme sui cinquantenni di oggi, soprattutto uomini, che figli di una generazione in cui non si usavano le creme solari, ora sono i più colpiti dal melanoma, per aver preso il sole in modo poco misurato. Un'esposizione solare moderata e costante dunque non solo è un antidepressivo naturale, ma riduce il rischio e la mortalità per melanoma del 16%, che invece cresce del 70% se ci si espone in maniera occasionale e senza precauzioni. Il sole senza eccessi ha una dimostrata azione anticancro anche sui tumori viscerali più frequenti, come quello del colon-retto o il cancro alla prostata, grazie all'azione di sintesi della vitamina D. Aumentando quindi la sintesi di vitamina D fino a 40 microgrammi, prendendo il sole nella bella stagione ogni giorno per 20 minuti, si riduce del 17% l'incidenza e del 19% la mortalità dei tumori cutanei. Moderazione significa anche evitare di proteggersi troppo dal sole, perché esagerare con le creme solari e cibi antiossidanti fotoprotettivi come cioccolato, vino rosso e té nero, potrebbe compromettere la sintesi di vitamina D necessaria. E a testimoniare di quanto possa essere dannosa una cattiva esposizione al sole ci sono i dati presentati dall'American Academy of Dermatology (Aad), richiamati dal New York Times, secondo cui le persone che oggi hanno 50 o più anni sono quelle più a rischio di cancro alla pelle. E questo perché hanno vissuto all'oscuro dei rischi del sole. La loro abitudine era diventare rossi come aragoste per poi spellarsi e infine abbronzarsi. Il melanoma è andato infatti diminuendo negli ultimi 20 anni per i giovani adulti, mentre è aumentato del 3,2% l'anno dal 2002 tra i 50enni. Il più alto incremento annuale per l'incidenza del melanoma si riscontra tra gli uomini di pelle bianca di 65, con +8,8% l'anno dal 2003. Ma si riscontra anche una rapida crescita dei casi tra le donne di 15-34 anni (probabilmente per l'impiego dei lettini solari - in America usati dal 40% delle diciottenni nel 2009). I danni del sole possono impiegare decenni prima di manifestarsi come tumori della pelle, spiega Darrell Rigel, ex-presidente dell'Aad: "l'aumento dei casi di cancro alla pelle dipende da ciò che le persone hanno fatto negli anni '80. La buona notizia e' che questi tumori sono curabili se diagnosticati precocemente".