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Manovra: via le Comunità Montane, in gioco il sistema Marche

Marche | 10:40 - 17 Giugno 2008 Manovra: via le Comunità Montane, in gioco il sistema Marche

Domani (mercoledì 18) la Prima Commissione del Consiglio regionale darà il proprio parere definitivo sulle nuove Comunità montane, e non mancano i motivi di preoccupazione per i 350mila abitanti delle Marche interne. A livello nazionale, le voci insistenti di tagli alle Comunità si moltiplicano.

Che succede nelle Marche? La questione finanziaria ancora non è stata affrontata, i tagli decisi dall’assessore agli enti locali Luigi Minardi nella proposta di legge in discussione ora al Consiglio rispettano i già severi limiti imposti dalla Finanziaria 2008 individuando comunque le Comunità come organo di governo dell’entroterra. Nel lavorare sui dettagli del progetto, si sono visti spuntare pericolosi personalismi e tentazioni superlocalistiche. Ad esempio, c’è chi propone di mettere sullo stesso piano le Comunità e le Unioni di Comuni per poter scegliere più comodamente – e più politicamente – a quale aggregazione unirsi, cambiando alleanze a seconda delle ondate elettorali. “E’ un’ipotesi deleteria – spiega la presidente dell’Uncem, Maria Assunta Paci – perché le Unioni nascono esclusivamente per ridurre i costi dei servizi associati, mentre le Cm hanno l’enorme vantaggio di pensare al futuro, di costruire uno sviluppo organico tenendo insieme costi e investimenti, realtà sociale ed economia, sanità e agricoltura, istruzione e ambiente, trasporti e lotta agli incendi. La complessità dell’ente consente di progettare un futuro virtuoso per territori delicati, questo è un valore unico che non può soccombere davanti ai campanilismi.