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Mafia: traffico armi,16 anni per sentenza

Cronaca Emilia Romagna | 18:57 - 21 Maggio 2008 Mafia: traffico armi,16 anni per sentenza

Ci sono voluti 16 anni dall'operazione che portò alla scoperta di un'organizzazione inserita nei clan catanesi di Nitto Santapaola e Salvatore Pulvirenti, operativa in Toscana ed Emilia Romagna fino al 1991 per il traffico di armi, esplosivi e stupefacenti destinati alle cosche siciliane, per arrivare alla sentenza di primo grado, del Tribunale di Rimini, di condanna per 11 imputati e assoluzione per altri due. Un'inchiesta, quella della Dda di Firenze sul gruppo mafioso, che a un certo punto ipotizzò (ipotesi poi superata) anche la fornitura di esplosivo per l'attentato a Giovanni Falcone. Il processo ha avuto uno sviluppo che può simboleggiare le difficoltà e le lentezze della giustizia. Nel marzo '94 e nel marzo '95, in realtà, c'erano già state a Firenze le sentenze di primo e secondo grado, ma a gennaio 1996 la seconda sezione penale della Corte di Cassazione aveva annullato le sentenze del tribunale e della Corte d'appello del capoluogo toscano con cui erano stati condannati gli appartenenti al clan mafioso accusato di gestire dalla Toscana e dall' Emilia-Romagna il vasto traffico di armi provenienti dai paesi dell' est europeo e che avrebbe fatto capo a Giacomo Riina e a Reno Giacomelli. La Cassazione aveva dichiarato la incompetenza territoriale della magistratura fiorentina, riconoscendo invece la competenza del tribunale di Rimini. Il Pm di Bologna Paolo Giovagnoli riformulò la richiesta di rinvio a giudizio quasi subito e da allora sino al 2007, cioé per una decina di anni, gli atti della corposa inchiesta sono rimasti a giacere negli uffici del Gip di Bologna. Fino a che un Gip arrivato da poco, Michele Guernelli, ha preso in carico le carte ed ha finalmente formulato, l'anno scorso, le richieste di rinvio a giudizio.