Lunedý 01 Marzo07:08:01
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Lolli, collaborazione Italia Libia per arresto

Cronaca Rimini | 18:59 - 17 Gennaio 2011

Giulio Lolli è finito nella rete degli investigatori per quella che viene definita una "operazione di cortesia internazionale" tra gli inquirenti italiani e le forze dell'ordine libiche. Secondo quanto si è appreso, grazie al prefetto Rodolfo Ronconi, del Ministero dell'Interno - che ha coordinato l'operazione, alla quale si è interessato anche il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso - Lolli dovrebbe essere consegnato all'Italia entro 30 giorni, ma forse già prima sarà interrogato dal pm di Rimini Davide Ercolani che potrebbe recarsi in Libia. Lolli sarebbe stato individuato grazie ad un flusso di denaro tra la Svizzera e il Nord Africa che ha insospettito le autorità elvetiche, in particolare un bonifico da 700 mila euro diretto ad una banca tunisina e altri movimenti verso istituti di credito marocchini. Seguendo il denaro, si è capito quindi che l'imprenditore latitante non era nei Caraibi come si sospettava, ma si muoveva nel Nord Africa, dove viveva a bordo di una barca. Sono stati i Ros insieme ad uomini della Guardia Costiera ad arrestarlo a Tripoli dove sembra che avesse anche un'abitazione su cui contare. Insieme con Lolli sono indagati nell'inchiesta riminese anche i suoi collaboratori della Rimini Yacht, due donne, un responsabile commerciale e un capocantiere, oltre ad un amministratore della società di intermediazione sammarinese che faceva sempre capo a lui. Ma non sono da escludersi altri complici che lo abbiano aiutato durante gli otto mesi di latitanza.

< Articolo precedente Articolo successivo >