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'La gioconda' al Cinema Teatro Tiberio

Spettacoli Rimini | 12:14 - 14 Maggio 2010

Il Cinema Teatro Tiberio di Rimini (via San Giuliano, 16) propone la  proiezione in alta definizione in differita dall’Arena di Verona  dell’opera La Gioconda di Amilcare Ponchielli, in programma sabato 15  maggio (ore 16). Il direttore è Donato Renzetti, la regia è firmata  da Pierluigi Pizzi e nei ruoli principali cantano Andrea Gruber,  Marco Berti, Alberto Mastromarino e Carlo Colombaia. La Gioconda è un'opera di Amilcare Ponchielli su libretto di Arrigo  Boito (firmato sotto lo pseudonimo e anagramma di Tobia Gorrio). Dopo  il debutto dei Lituani, il 7 marzo 1874 alla Scala, Ponchielli si  mise in cerca di un nuovo libretto e prese contatto con Arrigo Boito.  Il soggetto proposto, il dramma di Victor Hugo Angelo, tyran de  Padoue, lasciò in un primo tempo perplesso il compositore, che temeva  il raffronto con Il giuramento di Saverio Mercadante, una fortunata  riduzione operistica del medesimo soggetto che aveva debuttato alla  Scala l'11 maggio 1837. Boito decise di adattare il soggetto con  estrema libertà, introducendo la figura di Barnaba e dando nuova  fisionomia a tutti gli altri personaggi. Nel novembre 1874 i primi  due atti del libretto erano pronti e Ponchielli si apprestò ad  iniziare il lavoro di composizione, pur tra mille dubbi, che lo  accompagneranno fino al debutto dell'opera. Nonostante l'ammirazione  incondizionata per Boito, Ponchielli riteneva infatti che l'elemento  drammatico soverchiasse quello lirico e temeva, di conseguenza, una  reazione negativa del pubblico. Egli capiva inoltre che l'audacia  drammaturgica e formale di Boito l'avrebbe costretto a modificare il  suo stile. Il 19 giugno 1875 il primo atto era comunque terminato,  sebbene senza orchestrazione, ma Ponchielli - forse per fuggire le  proprie paure - si era nel frattempo impegnato a comporre una cantata  in onore di Gaetano Donizetti, che fu eseguita a Bergamo il 13  settembre 1875, e ad iniziare la revisione della giovanile Savoiarda  che porterà alla Lina. Ponchielli rimise dunque mano alla Gioconda, ma più la prima si  avvicinava, più il panico cresceva. Alla conclusione del lavoro mancano solo quattro pezzi: il finale del  terzo atto, la Danza delle Ore, il duetto finale del quarto atto e la  sinfonia. Il 12 gennaio 1876 l'abbozzo è terminato tranne i ballabili  e il preludio. Lo stesso giorno Ponchielli inizia la strumentazione. Ma i dubbi sul già fatto continuano a tormentarlo: la celebre Danza  delle Ore fu composta a Milano quando le prove di canto erano già  iniziate.
Finalmente l'opera debuttò al Teatro alla Scala di Milano l'8 aprile  1876. Sul podio salì Franco Faccio, il più celebre direttore  d'orchestra italiano di quegli anni.

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