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Irene Grandi: ho fumato spinello a Rimini in diretta Tv

Attualità Rimini | 08:58 - 19 Maggio 2008 Irene Grandi: ho fumato spinello a Rimini in diretta Tv

"Mi sono anche fumata uno spinello in diretta televisiva, l'ultimo giorno dell'anno. Si era su Raiuno, a Rimini, presentava Carlo Conti. A sorpresa, decidono di chiamarci sul palco per il brindisi di mezzanotte. Noi avevamo una canna in una mano e un petardo nell'altra. Così facevamo un tiro di canna e poi fingevamo che il petardo fosse un sigarone". Questo è uno dei passi anticipati in esclusiva da Tv Sorrisi e Canzoni - oggi in edicola - del 'Diario di una cattiva ragazza', l'autobiografia scritta da Irene Grandi insieme al giornalista Massimo Cotto e edita da Mondadori (pp. 132 - 14,00 euro), che sarà in libreria da martedì 20 maggio. Nel libro la cantante racconta gli esordi, gli incontri importanti della sua carriera e della sua vita privata: dagli inizi nel coro della chiesa all'amicizia con Jovanotti, dai primi gruppi rock ai Festival di Sanremo, i viaggi in Africa e in India, ma sopratutto l'incontro con Vasco Rossi, che per lei ha scritto varie canzoni tra cui 'La mia ragazza sempre': "L'avevo conosciuto in montagna, io avevo tredici anni - scrive Irene Grandi - Eravamo dalle sue parti, a Lizzano in Belvedere... lo incontro in pizzeria. Entra che io sto già al tavolo. Si siede anche lui, vicino a me. La sua pizza tarda ad arrivare e la gente dice: 'Ma sono pazzi, c'é Vasco Rossi e non gli portano subito da mangiare?'. A me arriva la pizza, allora gli urlo: 'Se vuoi, ti do una fetta coi carciofini, perche' non mi piaccionò. Lui accetta e mi dice di avvicinarmi...'. Più tardi quando lavoravano insieme, lui che mi diceva: 'Con questa canzone devi fare impazzire tutti gli uomini d'Italia. Come puoi far impazzire un uomo se non hai la gonna? Devi far capire che non hai paura di loro, che li vuoi e che sei tu a sceglieré... Mi piaceva che uno come lui dicesse: 'Conquistali'. Non voleva che fossi una donna oggetto, ma che comandassi io... Non tutto fu facile come poteva sembrare, ci furono anche un po' di scontri fra me e lui. Bei conflitti, soprattutto sulla velocità del brano. Il provino di Vasco ne aveva una, io la cantavo a un'altra... Vasco s'arrabbiò di brutto. 'Ascolta, mica mi vorrai rovinare la mia canzone? Io sono Vasco Rossi e faccio rock'. Io risposi: 'Lo so, pero' io sono Irene Grandi e canto a modo mio. Se canto come te, divento ridicola proprio perché non sono té". Questo 'Diario di una cattiva ragazza' mette in risalto un'esistenza condotta sempre sulla lama del rasoio, vissuta per poter cantare ciò che viveva; di una carriera sinusoidale che é stata attraversata da picchi, cadute e rinascite, in cui la Grandi ha dimostrato di possedere la capacità di risalire la corrente. Merito di una capacità camaleontica di adattare la sua voce e il suo personaggio a più mondi, espressi con il ruggito rabbioso o con la dolce melodia. Un racconto passionale e senza reticenze di questa donna, nata Firenze nel 1969, protagonista degli ultimi dodici mesi con un'antologia che racchiude i suoi più grandi successi, vincitrice del premio per il brano più radioascoltato al Festivalbar 2007 con 'Bruci la citta'' e in procinto di partire per un tour invernale già attesissimo.