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Infermiere indagato per morfina

Cronaca Rimini | 14:10 - 24 Novembre 2007 Infermiere indagato per morfina


(ANSA) - RIMINI, 24 NOV - "Sarà affrontata in maniera rigorosa" dall'Ausl di Rimini la vicenda del furto di fiale di morfina dal reparto 'Hospice-Terapia antalgica' dell'ospedale cittadino, che sarebbe stato sottratto da un infermiere professionale di 38 anni di origine pugliese (indagato per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e peculato) per rivenderlo a un tossicodipendente. Lo ha affermato il direttore generale dell'Ausl, Marcello Tonini, che si è detto "molto alterato di fronte a tali circostanze che, qualora accertate, sarebbero ancor più gravi per il fatto di essersi verificate in strutture sanitarie. Il furto è già di per sé un episodio riprovevole, ma il fatto che si perpetri all'interno di un reparto ospedaliero dove si curano i malati, dove c'é gente che soffre, ne accentua la gravità all'ennesima potenza. Chi lavora in una struttura sanitaria, a qualsiasi livello di responsabilità, deve mantenere comportamenti ancor più corretti degli altri, e certi episodi non possono accadere". Il direttore generale, citando anche "alcuni altri episodi emersi nei mesi scorsi", rileva che "la stragrande maggioranza dei nostri operatori tiene comportamenti adeguati sia nello svolgimento del suo lavoro, sia all'esterno dell'Azienda. Anche per questo motivo tali episodi sono dannosi: perché rischiano di rovinare l'immagine di tutti gli altri lavoratori seri, onesti, fieri del proprio ruolo. Poco importa che gli episodi siano in numero limitato: l'Ausl è l'azienda più grande della provincia, ha più di 3.300 dipendenti. Sarebbe facile accontentarsi del fatto che le `mele marcé sono davvero poche, e che comunque l'albero è sano. Ma noi non possiamo, non dobbiamo, e neppure vogliamo accontentarci di questo". La vicenda della morfina sottratta dal reparto viene infatti colta da Tonini come 'occasione' per sottolineare che "per noi é scontato prestare la massima collaborazione agli inquirenti e alla magistratura. Questo l'abbiamo sempre fatto e ovviamente continueremo a farlo. E' un nostro dovere. Agli organi preposti lasciamo l'accertamento delle circostanze e delle eventuali responsabilità riguardo ad ogni singolo episodio. Ma siamo determinati a fare tutto quanto ci sarà possibile per prevenire e contrastare, episodi come questi. La nostra attenzione - ha concluso - sarà sempre alta e non vi sarà lassismo di nessun tipo. Da parte della direzione e, ne sono convinto, neppure da parte degli operatori stessi". L'infermiere, che è stato sospeso dal servizio, è stato trovato dalla polizia in possesso di una ventina di fiale nella sua abitazione; ha cercato di giustificarsi dicendo di essere tossicodipendente e che parte della morfina serviva per alcuni pazienti che ha detto di seguire a domicilio. Una versione che non convince gli investigatori.

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