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Incidenti stradali: Asaps, troppi senza rilievi Polizia

Attualità Forlì | 09:59 - 04 Gennaio 2011 Incidenti stradali: Asaps, troppi senza rilievi Polizia

"Due terzi degli incidenti con feriti sfuggono ai filtro dei controlli di polizia. Secondo l' Ania, l'Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, le vittime degli incidenti liquidate fra morti e feriti sono oltre un milione e 50.000. Dai dati Istat, le forze di polizia conteggiano poco più di 300.000 tra feriti e decessi. Una forbice troppo larga, nella quale si nascondono le frodi che fanno poi aumentare i costi Rca". Lo afferma l'Associazione sostenitori della Polstrada (Asaps), secondo cui l'Italia "é l'unico paese d'Europa nel quale due feriti su tre negli incidenti stradali sfuggono alla preliminare verifica dei rilievi delle forze di polizia". Secondo l'Istat - rileva il presidente dell'Asaps, Giordano Biserni - nel 2008 si sono contate sulle strade 315.470 vittime di incidenti, esattamente 4.725 morti e 310.745 feriti (311.495 nel 2009, 4.237 morti e 307.258 feriti). Secondo i più recenti dati Ania disponibili, anno 2008, le vittime totali tra morti e feriti ammontano a 1.057.621. Fanno 741.151 vittime in più, "che - dice Biserni - vanno ricercate in un sommerso nebuloso nel quale dobbiamo mettere certamente gli eventi annotati nel Cid, ma anche truffe o frodi alle compagnie, con una ricaduta a dir poco folle sulle tasche del contribuente. Ciò ovviamente comporta una crescente incapacità dell'utenza di corrispondere i premi assicurativi, con conseguente aumento degli atti di pirateria (secondo l'Asaps in forte crescita nel 2010) e del ricorso al mercato delle assicurazioni false, per non parlare delle sempre più frequenti fughe all'alt della polizia". Per l'Asaps, "già appare sospetto il fatto che la frequenza dei sinistri in Italia sia di 8,6 ogni cento assicurati, di fronte ad una medie Ue di 7,2. Ma ancora più incredibile è il dato che in Italia circa il 21% dei sinistri provochi danni alle persone, contro una media europea di 13,5 e paesi vicini al nostro per tipologia della mobilità - come Francia, Germania e Belgio - che si fermano intorno a 10%. Crediamo sia giunto il momento di vedere chiaro in quella fetta di due terzi di incidenti non rilevati dalle forze dell'ordine, e soprattutto due terzi di feriti che vengono liquidati dalle compagnie con il riconoscimento di invalidità che vanno, secondo l'Ania, nell' 87% dei casi da uno a nove punti e nel 70% con invalidità ricomprese tra uno e due punti". "Sono costi enormi - commenta Biserni - derivanti da incidenti con dinamiche da accertare nei dettagli, soprattutto con le verifiche delle lesioni attraverso la ricostruzione a tavolino dei sinistri, magari individuando appositi uffici e autorità con poteri di polizia giudiziaria per accertare la reale portata dei fatti. Va istituita da subito un'agenzia antifrode che interfacci tutti i dati disponibili e che li metta disposizione delle forze di polizia".

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