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Inchiesta Riccione Terme, inquisiti si difendono

Cronaca Riccione | 18:41 - 04 Agosto 2008

L'architetto Lino Gilioli e Giorgio Piccioni ex ad e presidente della Riccione Terme SpA, finiti sotto inchiesta con l'accusa di aver truffato la Ausl di Rimini gonfiando i rimborsi dovuti dall'azienda sanitaria alla societa", hanno tenuto una conferenza stampa per dare la loro versione sulla vicenda. "Dai dati ufficiali sulle cure termali redatti dalla Regione - hanno rilevato - si evince che nel nostro operato non vi sono state variazioni significative nel periodo dicembre 2005-agosto 2007 (a cui si riferisce l'inchiesta della magistratura inquirente che ne aveva chiesto e ottenuto l'arresto ndr). Inoltre i dati riguardanti le Terme di Riccione confrontati con quelli degli altri 23 stabilimenti dell'Emilia-Romagna sono assolutamente coerenti". L'Ausl di Rimini, sostengono Piccioni e Gilioli, ha due stabilimenti termali sotto il suo diretto controllo e dal 2004 al 2007 ha addebitato per Riccione una media di 19,53 cure per paziente e per Rimini 19,97. Rimini risulterebbe in regola mentre Riccione avrebbe truffato in 22 mesi tra 200mila e 1 milione e 50mila euro: "Un'assurdità: come è possibile che possa essere imputata una truffa a Riccione quando la media cure per paziente è la stessa nei quattro anni per i due stabilimenti? I clienti di Riccione sono così sprovveduti da non sottoporsi alle cure a cui hanno diritto?". Inoltre gli accusati hanno contestato i ventilati vantaggi della truffa perché, ha detto, dai bilanci non risulta un aumento degli incassi nel periodo incriminato, così come non risultano diminuiti i costi di gestione.

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