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Fondi neri, arrestati 10 dirigenti di banca

Cronaca Repubblica San Marino | 10:25 - 06 Gennaio 2008 Fondi neri, arrestati 10 dirigenti di banca

Avevano organizzato uno 'sportello' italiano della Asset Banca di San Marino. Che aveva come obiettivo permettere ad imprenditori forlivesi di portare nella repubblica del Titano soldi in nero, eludendo controlli e imposizioni fiscali. Questa era, secondo un'indagine della procura e della polizia di Forlì, la Banca di credito e risparmio di Romagna. Dieci dirigenti dei due istituti di credito sono stati arrestati e altre 37 persone sono indagate. Quello che hanno scoperto gli inquirenti era, a tutti gli effetti, un servizio, sia pure illegale, che la banca aveva organizzato per i propri clienti: la possibilità di creare un 'tesoro nero' a San Marino. Gli imprenditori potevano poi contare su di un duplice vantaggio. Oltre all'accumulo sammarinese, formato spesso con denaro sottratto indebitamente alle proprie attività societarie, l'Asset, tramite la banca forlivese, concedeva linee di credito di pari importo a quanto depositato illegalmente. Ciò poteva essere messo a bilancio fra le passività, abbattendo così gli utili e le conseguenti imposte fiscali. Un sistema che peraltro, come hanno ulteriormente spiegato magistrati e investigatori nel corso di una conferenza stampa, sottraeva molti clienti alle altre banche, che non potevano reggere la concorrenza con simili servizi. Fra i dirigenti finiti in manette ci sono presidenti e direttori generali delle due banche e altri consiglieri, uno dei quali presente in entrambi i cda. Dovranno rispondere dei reati di associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di abusiva attività bancaria e finanziaria, ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, riciclaggio di denaro proveniente da appropriazione indebita, falso e altri reati. Differente invece la posizione dei 37 indagati, quasi tutti imprenditori che utilizzavano quello che era servizio di riciclaggio in piena regola. Questi non sono infatti accusati dei reati bancari e finanziari che vengono contestati ai dieci dirigenti romagnoli, ma di altri reati come l'appropriazione indebita. Il caso più tipico è, infatti, la distrazione di fondi dai bilanci societari per abbattere gli utili (e di conseguenza la tassazione), investire in fondi poco chiari a San Marino e ottenere, a condizioni estremamente vantaggiose, interessanti linee di credito. Un corto circuito di denaro su cui gli inquirenti devono accertare le responsabilità caso per caso. Alla vicenda della banca Asset di San Marino è legata anche la vicenda di Andrea Babbi, il piccolo commerciante di Mercato Saraceno (Forlì-Cesena), vittima di un sequestro lampo e della rapina di 180.000 euro in contanti, nello scorso novembre, subito dopo un prelievo. Il fatto però che Babbi non avesse nessun rapporto con la banca forlivese, fa ipotizzare che la Banca di Credito e Risparmio di Romagna non sia l'unico canale di approvvigionamento di denaro e clienti che la Asset ha in Italia.

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