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FIOM; nessuna violenza a Rimini, solo no all'ascolto

Cronaca Rimini | 08:35 - 20 Gennaio 2010 FIOM; nessuna violenza a Rimini, solo no all'ascolto

"Allo stabilimento Scm di Villa Verucchio (Rimini) non c'é stato alcun episodio di violenza, i lavoratori hanno liberamente deciso di non ascoltare gli interventi di Fim e Uilm". Lo sottolinea in una nota Gianni Scaltriti, segretario Fiom-Cgil dell'Emilia-Romagna e coordinatore nazionale del gruppo Scm.
Scaltriti ha espresso "sorpresa" per le dichiarazioni di dirigenti Cisl e Uil sull'assemblea, una di quelle "indette in diversi stabilimenti del gruppo per illustrare l'accordo unitario raggiunto con l'azienda, in sede ministeriale, il 14 gennaio scorso". Tanto che, "dopo una prima assemblea nelle prime ore del mattino allo stabilimento di Pesaro, quando ci siamo presentati, assieme a dirigenti di Fim-Cisl e Uilm-Uil, allo stabilimento di Villa Verucchio, i lavoratori hanno abbandonato la sala dell'assemblea invitando i dirigenti della Fiom a tenerla in cortile". Quei lavoratori, rileva Scaltriti, "non volevano ascoltare gli interventi dei dirigenti di Fim e Uilm, ai quali viene imputato, non solo la firma dei loro sindacati all'accordo separato per il Contratto nazionale del 15 ottobre 2009, ma anche di aver firmato (il 4 gennaio, durante le ferie invernali, e quindi a fabbriche chiuse) un accordo separato relativo al solo stabilimento di Thiene (Vicenza)", proprio del gruppo Scm.
Insomma, "i lavoratori di Villa Verucchio, iscritti o meno alla Fiom, non hanno impedito a nessuno di parlare nella sala mensa della fabbrica. Semplicemente, si sono rifiutati di ascoltare" ed "é privo di qualsiasi fondamento quanto dichiarato dalla Fim, ovvero che un suo dirigente sarebbe stato cacciato via dal perimetro aziendale". Analogo il resoconto di Graziano Urbinati, segretario provinciale della Cgil di Rimini: "non si è verificata alcuna aggressione di lavoratori nei confronti di funzionari sindacali di Fim e Uilm. Alla Scm di Villa Verucchio i lavoratori non hanno voluto ascoltarli perché hanno deciso di firmare un accordo contravvenendo al mandato che avevano avuto dagli stessi lavoratori": "sosterremo sempre la libertà di parola per tutti, ma anche la libertà di ascolto di chiunque".

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