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Finti furti d'auto per poi rivenderle, 67 indagati

Cronaca Rimini | 20:32 - 01 Agosto 2008 Finti furti d'auto per poi rivenderle, 67 indagati

Sessantasette persone, quasi tutte campane, sono indagate per truffa, riciclaggio e associazione per delinquere nell'ambito dell'ultimo stralcio della cosiddetta 'operazione Potter', su un raggiro milionario legato ad auto di lusso, quasi tutte comprate nel ravennate, scoperto nell'ottobre 2006 dalla polizia stradale di Ravenna. E' quanto emerso dalla conclusione delle indagini coordinate dal pm Cristina D'Aniello. Degli indagati, 49 erano già stati denunciati nel precedente stralcio dell'inchiesta. Tra le 18 persone indagate ex novo - tutte campane - compaiono anche due agenti della polizia municipale di Gricignano d'Aversa, nel casertano. Quest'ultima parte dell'indagine si è concentrata sui prestanome, quasi tutti casertani, che a Ravenna aprivano fasulle Srl per ottenere garanzie per i fidi con i quali si potevano acquistare le auto. Secondo quanto stabilito a suo tempo dagli inquirenti, i proprietari delle auto - per lo più dei prestanome - dopo l'acquisto fingevano il furto del mezzo incassando il premio dell'assicurazione. Le vetture venivano poi fatte ritrovare nel napoletano e nel casertano dove pubblici ufficiali compiacenti (almeno nove tra carabinieri e agenti di polizia) provvedevano a cancellare dal sistema informatico le note relative ai furti di modo che le vetture risultassero vendibili.

Il mercato di riferimento era soprattutto quello estero, con Francia e Germania in testa. Il complesso sistema poteva contare su appoggi a Ferrara, Parma, Arezzo e Rimini. Per scardinarlo erano state necessarie diverse intercettazioni telefoniche e ambientali oltre a numerosi pedinamenti. Accertamenti di recente sono stati compiuti pure sulle banche ravennati che hanno erogato i prestiti senza che tuttavia emergesse nulla di penalmente rilevante. Una posizione differente si prospetta invece per analoghi accertamenti tutt'ora in corso su alcune banche della provincia di Forlì-Cesena. Tra i beni dell'organizzazione sequestrati di recente in via preventiva, compaiono un albergo a Marina Romea, sul litorale ravennate, un cantiere e una palazzina a Mezzano e ad Alfonsine, sempre nel ravennate, e 18 automobili di lusso. L'operazione - che in prima battuta aveva portato a 33 arresti, un fermo e 124 denunce a piede libero - aveva impegnato circa 200 uomini tra gli agenti della Stradale di Ravenna, Bologna, Napoli, della Mobile partenopea e casertana e dei carabinieri.