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Fiere: Rimini-Bologna; trattativa ormai vicina

Attualità Rimini | 15:26 - 06 Febbraio 2008 Fiere: Rimini-Bologna; trattativa ormai vicina

La trattativa fra Rimini e Bologna per una possibile integrazione è ormai vicina ad una stretta e le prossime settimane saranno decisive. "Il lavoro di approfondimento sta procedendo bene. Poteva interrompersi. Non é stato così anche se non mi nascondo che è un compito complicato". Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera parlando con i cronisti a margine dell'incontro con i colleghi di Bologna, Michele Porcelli, e Parma Giorgio Orlandini per la presentazione del calendario internazionale del sistema fieristico regionale insieme all'assessore Duccio Campagnoli, descrive così lo stato della trattativa che vivrà un momento probabilmente decisivo con l'incontro che dovrebbe tenersi il 19 febbraio fra Montezemolo e lo stessio Cagnoni. In questa fase stanno lavorando i due amministratori delegati coadiuvati dagli staff delle due aziende e vengono esaminati tutti gli aspetti (economie di scala, progetti internazionali, organizzazioni societarie). Sul tavolo c'é anche lo studio di Bain and Company che stima fra 10 e 14 milioni i risparmi da una possibile integrazione anche se Cagnoni non si sbilancia su quale tipo di integrazione potrà emergere. Ma se l'accordo dovesse andare in porto al più alto livello, osserva ancora il presidente di Rimini Fiera, potrebbe nascere una società da olre 220 milioni di fatturato (126 milioni il consuntivo 2007 per Bologna e 97 per Rimini), 310 mila mq di spazi espositivi, ed un margine operativo lordo da 50 milioni. "Secondi per fatturato dietro Milano - osserva ancora Cagnoni - ma primi per mol". "Alcune operazioni possono essere alla nostra portata solo se siamo insieme, altrimenti le nostre possibilità non sono adeguate alle sfide che sono in campo". Anche Porcelli conferma che il lavoro procede "con convinzione e serietà. Dobbiamo valutare l'economicità e proporre soluzioni adeguate", ha spiegato. L'ad di Bologna non avanza date. Cagnoni invece fa capire che sarebbe opportuno arrivare ad un punto fermo prima della scadenza del cda e dei vertici di Bologna prevista in primavera. "Andare oltre sarebbe pericoloso". I due manager nel confronto pubblico a Bologna hanno lasciato la porta aperta anche ad un rapporto con la fiera di Parma, ma il vice presidente Orlandini non ha raccolto l'offerta. "Non ho titolo per parlare di una scelta che compete agli azionisti - ha spiegato - ma come amministratore così come non vedo rotte di collissione tra i tre enti (tutti hanno sottolineato che non ci sono soprapposizioni di manifestazioni ndr), così non vedo rotte per una sinergia. Inoltre come amministratore finora non sono mai stato interessato dalla proprietà ad un discorso di integrazione". Inoltre, al momento, ha detto ancora Orlandini, Parma sta lavorando con il Vinitaly perché è un rapporto complementare".

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