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Fiere: per Cagnoni unione con Bologna quasi obbligata

Eventi Rimini | 16:15 - 07 Maggio 2008 Fiere: per Cagnoni unione con Bologna quasi obbligata

La Fiera di Rimini si avvicina alla Fiera di Bologna, e il lungo 'fidanzamento' in vista del matrimonio potrebbe essere anche più breve. E' il pensiero del presidente Lorenzo Cagnoni, che ha presentato il business plan quinquennale dell'ente riminese. "Sbaglierei se sottovalutassi alcuni passi concreti compiuti nell'approfondimento in corso - ha detto - tuttavia diciamo che certe prudenze, timidezze e rallentamenti non sono del tutto giustificati, senza dare la colpa a nessuno. Ma i pronostici non sono cambiati: è una strada quasi obbligata perché è difficile andare a rintracciare elementi di ostacolo all'integrazione, mentre gli elementi che giocano a favore sono davvero numerosi. Quindi alla fine prevarranno, anche se non so ancora quando".

Per quanto riguarda le previsioni sul periodo 2008-2012, Cagnoni ha parlato di un +42,9% in 5 anni per il volume dei ricavi consolidati, mentre la redditività si attesterà sui 40 milioni di euro, la più alta tra le fiere italiane. Partendo dunque dai ricavi di quest'anno, oltre 99 mln, si arriverà nel 2012 a oltre 141, con un tasso di crescita medio del 9,3%. Il business plan mostra anche un aumento dei metri quadri venduti, che passeranno dai quasi 500 mila di oggi agli oltre 619 mila del 2012, portando l'indice di riempimento all'11,42, dato giudicato molto competitivo a livello europeo.

Obiettivi ambiziosi ma anche realistici per Rimini Fiera, a portata di mano attraverso l'ideazione e acquisizione sul mercato di nuove manifestazioni e il potenziamento delle società controllate: "Il piano è per noi una bussola per la pianificazione e programmazione ed è nostro auspicio che anche Bologna Fiere ne presenti uno analogo", ha detto il presidente, che ha anche sottolineato come il debito di 250 milioni che l'ente si era assunto per la costruzione del nuovo quartiere fieristico, e che a fine anno ammonterà a 32 milioni, sarà estinto nel 2010.

Infine Cagnoni ha commentato anche la situazione del nuovo Palacongressi, i cui lavori hanno subito un rallentamento: "I problemi con l'azienda costruttrice sono oggetto di discussione e saranno risolti entro pochi giorni. Potrebbe accadere che resti in campo il general contractor, la Torno, sostituendo però Italcantieri che deve curare la parte edile, con un'altra impresa che sia all'altezza della situazione. Oppure, cercheremo di estromettere l'impresa con un'altra che ci aiuti a recuperare il ritardo accumulato, che consideriamo preoccupante in quanto già dell'ordine di alcuni mesi. Per rispettare sostanzialmente i tempi di consegna che sono previsti per la fine del 2009".