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Eseguiti esami su spoglie del Beato riminese Gueruli

Attualità Santarcangelo di Romagna | 19:31 - 06 Aprile 2008 Eseguiti esami su spoglie del Beato riminese Gueruli

Sono stati eseguiti questa mattina nell'ospedale Franchini di Santarcangelo, alcuni esami sulle spoglie del Beato riminese Giovanni Gueruli. Si tratta di radiologie e Tac mirate alla valutazione dello stato di conservazione del cadavere, mummificato, per eseguire un restauro. La salma è stata trasporta alle 8:15 dalla chiesa parrocchiale Collegiata San Martino di Verucchio, accompagnata dal parroco don Antonio Fraticello, all'ospedale. Nei locali della Radiologia, è stata sottoposta agli esami dopo la rimozione di alcuni residui metallici dalla tavola su cui la salma era appoggiata. Le analisi sono terminate dopo circa due ore. In un incontro con la stampa, il direttore dell'unità operativa di Radiologia dott. Enrico Cavagna, ha spiegato che sono state effettuate "radiologie su tutto lo scheletro: la testa, la colonna vertebrale, il torace e l'addome, sia con raggi molli sia con raggi duri, in modo da valutare il meglio possibile lo stato di conservazione delle articolazioni e delle ossa. Le ossa sono in buono stato di conservazione, anche se sono presenti diverse fratture, verosimilmente avvenute post-mortem". "Abbiamo effettuato anche una tac total body - ha aggiunto -, dalla quale è emerso che gli organi interni, sia il cervello che le viscere, sono fibrotizzate e quasi completamente scomparse. Non esistendo notizie storiche - ha concluso il primario di Radiologia - relative a processi di imbalsamazione della salma, che non emergono neppure dagli esami, penso sia verosimile pensare che i tessuti si siano prosciugati". I risultati degli esami, anche in formato digitale, saranno inviati al prof. Nazzareno Gabrielli (attualmente impegnato nel restauro del corpo di san Pio da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo) che si occuperà del restauro del corpo del Beato Queruli. Il Beato Giovanni Queruli visse a cavallo di '200 e '300, fu canonico della Cattedrale di Rimini e - ha sottolineato don Antonio - "compì opere di carità, ma anche miracoli, per tutta la sua vita".