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E-Romagna, udienza su rischio sismico

Ambiente Emilia Romagna | 18:14 - 22 Settembre 2008

La commissione territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, ha tenuto un'udienza conoscitiva sulla proposta di legge Norme per la riduzione del rischio sismico, a cui hanno partecipato l'assessore alla sicurezza territoriale, Marioluigi Bruschini, Roberto Piva, relatore del provvedimento, e i rappresentanti degli ordini professionali, degli enti locali, dell'Università e degli imprenditori. Muzzarelli ha aperto il confronto sottolineando l'importanza di questa normativa per la sicurezza degli interventi edilizi pubblici e privati. Il relatore, Roberto Piva, ha riassunto le novità intervenute nel contesto normativo nazionale e regionale in materia sismica, e (dal 2003) nella classificazione dei comuni del' Emilia-Romagna, diventati tutti sismici. Tali innovazioni hanno perciò reso necessario questo provvedimento, ha detto Piva. Per la complessità, anche tecnica, della materia - ha aggiunto - il testo prefigura una forte cooperazione tra Regione e Comuni (a cui è stata delegata dalla Regione la funzione di vigilanza sulle costruzioni) ed un coinvolgimento degli ordini professionali.

Nel dibattito Felice Monaco, presidente della Federazione regionale degli ordini degli ingegneri, ha avanzato proposte di revisione del testo, in particolare sul rapporto tra autorizzazione sismica e titolo edilizio: quest'ultimo nel pdl non avrebbe validità se privo dell'autorizzazione sismica o del deposito del progetto strutturale. Gli atti per il procedimento di autorizzazione sismica - ha proposto Monaco- potrebbero invece essere diversificati per le zone sismiche e per quelle a bassa sismicità, per le quali basterebbe uno studio di fattibilità.

Alti temi sollevati sono stati: i controlli, devono essere preventivi, e la pubblica amministrazione anziché prevederli a tappeto dovrebbe definirne una percentuale realistica, rapportata alla sua capacità di svolgerli; la vigilanza, che il testo demanda agli agenti di polizia giudiziaria, privi delle competenze tecniche necessarie; i collaudi che, per il principio di terzietà, non è corretto possano essere svolti da un tecnico della stessa impresa costruttrice.

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