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Elezioni:in tipografia, schede entro il 9 o si rischia

Rimini | 19:37 - 06 Aprile 2008

"Speriamo che il Poligrafico ci comunichi almeno entro mercoledì la versione definitiva delle schede elettorali per il Senato, altrimenti saremmo in grande difficoltà per terminare la stampa entro sabato". Mauro Villa, direttore della riminese Maggioli Modulgrafica, una delle maggiori stamperie italiane, è seriamente preoccupato per la commessa da quattro milioni di schede elettorali che il Poligrafico ha affidato alla sua azienda. "Quando il Poligrafico - precisa Villa - ci ha chiesto la nostra capacità di rispettare i termini di consegna, noi abbiamo dato la nostra totale disponibilità. Vuol dire che lavoreremo giorno e notte, le nostre maestranze ci hanno dato l' ok, in azienda c'é un grande spirito di squadra: faremo in due- tre giorni il lavoro che di solito si fa in dieci. Dobbiamo stampare 4 degli 80 milioni di schede elettorali totali. Il problema non riguarda la Camera ma il Senato, quindi circa 30 milioni di schede, di cui a noi toccano due milioni. Ebbene, se si tratta di cancellare un simbolo, è un discorso; ma se si tratta di cambiarle tutte è un altro. Perché poi non c'é solo la stampa, ma anche la piegatura. I tempi sono ridottissimi, al massimo possiamo pensare di ripartire mercoledì 9, altrimenti nessuno potrebbe farcela in tempo. Si potrebbe verificare una situazione per cui le schede vengono inviate ai seggi a ondate, ma mano che finiscono di essere stampate. Ma tutti, pubblico e privato, stiamo facendo il possibile e l'impossibile perché questo non avvenga". Il problema insomma, sottolinea il direttore della Maggioli Modulgrafica, non è tanto tecnico quanto istituzionale: se infatti bisogna riunire le Corti d'Appello e risorteggiare i posti dei simboli, mandando al macero tutte le schede stampate finora, i tempi necessariamente si allungano. "Di solito le Prefetture - aggiunge Villa - ci chiedono la consegna il giovedì, per poi portarle ai Comuni il venerdì e distribuirle ai seggi il sabato". Ma quanto costa questo ritardo allo Stato? "Non tanto - sostiene Villa - se è vero che ogni scheda viene pagata alle tipografie 2,7 centesimi di euro, oltre al costo della carta che viene però fornita dal Poligrafico e il trasporto. Diciamo che si può quantificare il costo totale della scheda nelle vecchie 100 lire. Insomma, 80 milioni di schede costano più o meno 8 miliardi di lire e quindi all' incirca poco meno di 4 milioni di euro. Noi della Maggioli ne stampiamo per 100.000 euro. Se pure dovessero andare al macero 4-5 milioni di schede, l'aumento di spesa totale si aggirerebbe sui 100-200 mila euro in più per lo Stato. Una cifra irrisoria". Mai successo niente di simile in precedenza? 'Un ritardo cosi' grave mai, soprattutto per le proporzioni - conferma Villa - ma ricordo le Provinciali del 2006 a Milano: il ricorso di una lista esclusa venne accolto e la lista riammessa. Il Poligrafico ci chiamò per chiederci di prendere una parte del lavoro altrui. Sempre da Milano, anni fa, il Comune ci chiamò il sabato pre-elettorale perché c'era un errore in una scheda circoscrizionale. Riaprimmo la fabbrica di notte e la domenica mattina consegnammo le schede. Sinceramente penso che questa volta non potranno mancare dei disagi e dei ritardi. Ma, se tutto si risolve entro il 9, non vedo all'orizzonte conseguenze serie. Poligrafico e Prefetture sono ben coordinati tra loro e con noi e le altre tipografie".