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Don Benzi: la sua lunga battaglia contro la prostituzione

Cronaca Rimini | 11:36 - 02 Novembre 2007

"Io non ho fondato nulla, sono stati i poveri che spesso ci hanno rincorso e ci hanno impedito di addormentarci. Sono stati gli emarginati, le persone con problemi fisici e psichici che hanno dato vita alla Comunità Papa Giovanni: io e gli altri con i quali lavoro abbiamo solo messo a disposizione le nostre vite". Così don Oreste Benzi, morto la scorsa notte a Rimini per un attacco cardiaco, spiegava con la consueta modestia l'attività dell'associazione in un' intervista di due anni fa, in occasione del suo 80/o compleanno. In quell'occasione il sacerdote romagnolo ricevette messaggi augurali da Papa Benedetto XVI, dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, da alte autorità dello Stato, ma anche da personaggi del mondo ecclesiastico e dell'impegno civile. Il card.Angelo Sodano, all'epoca Segretario di Stato vaticano, gli fece sapere che il Papa esprimeva "viva riconoscenza" per il suo "infaticabile servizio reso a quanti versano in condizioni di disagio e abbandono", e invocava su di lui "una rinnovata effusione di favori celesti". Anche quel compleanno particolare fu, per don Oreste, un giorno come gli altri: una messa il pomeriggio, e la notte tra i suoi volontari nella periferia nord di Bologna, quella via Rigosa frequentata da prostitute africane che il prete aveva eletto a 'calvario' del sesso e dello sfruttamento. Era dal '91 che don Benzi stava ''sulla strada", profondendo un forte impegno personale per liberare quelle che chiamava "le nuove schiave del sesso" e denunciare "il silenzio delle istituzioni". Numerosi gli incontri che anche su questo tema ha avuto negli anni con i principali esponenti del Governo italiano, con parlamentari e rappresentanti di istituzioni italiane e straniere. Fra tutti, i colloqui con Giovanni Paolo II insieme ad ex prostitute liberate dall'associazione. Una testimonianza che aveva raccontato anche in una serie di libri di successo, pubblicati da Mondadori. Nel 2004 la sua città gli aveva dedicato il 'Sigismondo d'orò, un riconoscimento attribuito ogni anno, a Natale, a un riminese di spicco. Appena pochi giorni fa, poi, il nuovo Vescovo, mons.Francesco Lambiasi, lo aveva raggiunto mentre pregava con i barboni in stazione e si era unito con loro nella preghiera, a testimoniare una vicinanza con il religioso che non è mai venuta meno. Proprio il Vescovo, questa mattina, è stato tra i primi a rendere omaggio alla salma di un sacerdote che aveva scelto di vivere tra i più sfortunati.