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Don Benzi: l'ultimo commento su donna seviziata a Roma

Cronaca Rimini | 11:38 - 02 Novembre 2007

Don Oreste Benzi, morto la scorsa notte a Rimini, aveva riservato appena ieri il suo ultimo intervento alla vicenda di Giovanna Reggiani. "Chi non rimane sconvolto, addolorato, sdegnato venendo a conoscere ciò che il giovane romeno ha fatto alla povera Giovanna Reggiani a Roma? Al di là dell'emozione bisogna però usare la ragione", aveva commentato il sacerdote, la cui associazione, la Comunità Papa Giovanni XXIII, opera in Romania da una decina d'anni. "I funzionari della polizia romena con i quali collaboriamo nel rimpatrio delle giovani romene da noi liberate (nel 2006 ne abbiamo riportate in patria 60) - affermava il religioso - ci dicono: 'i lupi feroci siete voi italiani'. Voi oggi in Italia sbranate più di 30.000 ragazze romene, delle quali in partenza il 50% sono bambine. Siete voi che foraggiate, mantenete i criminali romeni che le sfruttano e le tengono schiave con almeno duecento milioni di euro all'anno di guadagno. Sono i vostri maschi italiani che pagano i delinquenti romeni. Noi dobbiamo chiedere perdono alla signora barbaramente massacrata. Ma voi dovreste stare in ginocchio tutto l'anno perché tutto l' anno massacrate le nostre bambine. Siete voi italiani delinquenti che chiamate i nostri delinquenti romeni, e i vostri delinquenti sono molto, ma molto di più dei nostrì". "E hanno ragione", sosteneva don Benzi : "I componenti dell'osservatorio nazionale sulla prostituzione, compresi i cattolici, non hanno voluto seguire le direttive del Dicastero della Chiesa sui Migranti, che chiede di proibire la prostituzione e di punire i clienti come chiediamo noi. Non hanno voluto colpire questo fenomeno includendolo nel pacchetto sicurezza, non si sono preoccupati di liberare le ragazze sfruttate. Questa è la grande ipocrisia dilagante oggi. Abbiamo mandato tante ragazze a raccontare le loro incredibili storie di sfruttamento nelle televisioni italiane, a cosa è servito?". Don Benzi aveva chiesto al ministro dell'Interno Giuliano Amato "di emanare un decreto urgente a norma dell'art.3, n.9 della legge 75/58, con la precisazione di tutti gli atti di favoreggiamento e di adescamento, compreso li sequestro della macchina del cliente, che sono oggi impuniti, in modo da rendere impossibile al cliente l'avvicinarsi alle donne". "Un altro errore gravissimo - aveva ancora ammonito - si sta compiendo oggi: lo sgombero dei campi nomadi senza avere prima preparato loro il posto dove collocarli. Così aumenta il disagio e si accresce la criminalità".