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Crisi: timori frontalieri che lavorano a S.Marino

Rimini | 19:54 - 27 Gennaio 2009 Crisi: timori frontalieri che lavorano a S.Marino

I avoratori frontalieri romagnoli e marchigiani che operano nella Repubblica di San Marino, sono tra i più esposti alla crisi economica. E' il parere di Graziano Urbinati, presidente del Consiglio sindacale interregionale che si è riunito oggi, alla presenza anche dei coordinatori nazionali Cgil-Cisl-Uil frontalieri, Claudio Pozzetti, Gianmarco Gilardoni e Pancrazio Raimondo. La preoccupazione principale espressa dagli intervenuti ha riguardato il rischio che i primi a pagare la crisi siano proprio i frontalieri (anche se potranno in tutto o in parte accedere agli ammortizzatori sociali) e che possano determinarsi spinte protezionistiche. Nell' incontro si è fatto anche il punto sulle protezioni sociali alle quali è possibile ricorrere sia in Italia che a San Marino in caso di crisi aziendali e sui piani anticrisi ai quali stanno lavorando, insieme alle parti sociali, le Province di Pesaro, di Rimini e i Comuni. Si tratta di misure ancora da perfezionare a sostegno dei redditi dei lavoratori in cassa integrazione o licenziati che prevedono anche l'abbassamento delle tariffe per i servizi a domanda individuale o la possibilità di piccoli prestiti. Tra l' altro, la crisi potrebbe peggiorare - è stato detto - e molti dei 6.000 lavoratori frontalieri non stabilizzati, che lavorano a tempo determinato, potrebbero trovarsi senza alcuna protezione sociale. L' incontro si è concluso con alcuni impegni operativi, a partire dalla necessità che nei vari tavoli anticrisi vengano inseriti i problemi dei lavoratori frontalieri. Inoltre, nelle situazioni di crisi che riguarderanno aziende che hanno stabilimenti sia nei territori italiani che sammarinesi (come la Scm), le organizzazioni sindacali hanno stabilito che la situazione verrà discussa e affrontata insieme. Il punto di partenza comune sarà la richiesta di evitare in ogni modo i licenziamenti utilizzando gli ammortizzatori sociali anche in senso solidaristico a sostegno dei precari.

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