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Cresce raccolta differenziata rifiuti

Ambiente Emilia Romagna | 18:08 - 23 Aprile 2008

Cresce in Emilia-Romagna la raccolta differenziata, che nel 2006 si è attestata su un dato medio regionale del 36,31% (+2% rispetto al 2005), con risultati particolarmente positivi in alcune Province come Reggio Emilia, con circa il 45,5%, Ravenna con il 40,5% e Modena, dove si sfiora il 40%. E con percentuali comprese tra il 50 e il 60% nei Comuni più piccoli - quelli tra i 10mila e 15mila abitanti - e addirittura di oltre il 60% in alcuni centri tra i 2mila e i 5mila abitanti. I dati sono stati forniti a Rimini in occasione del convegno "La raccolta differenziata: efficienze e criticità", in cui sono stati presentati i risultati di una ricerca realizzata da Luciano Morselli dell'Università di Bologna, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna. Le piccole dimensioni di un Comune favoriscono dunque la raccolta differenziata. Ma non solo. "Performance" di assoluto rispetto - oltre il 50% - sono state messe a segno anche da Comuni di dimensioni più vaste - quali Forlimpopoli e Fidenza - dove la tradizionale raccolta differenziata attraverso le stazioni ecologiche attrezzate è affiancata anche dal 'porta a porta'. In netto calo invece il conferimento in discarica, che in 10 anni è sceso dal 77% al 58% del totale dei rifiuti urbani. I rifiuti urbani prodotti complessivamente in Emilia-Romagna ammontano a 2 milioni 890 mila tonnellate: un dato in crescita (+2,5% rispetto al 2005) che equivale a circa 673 kg per abitante. La prevenzione appare dunque uno degli obiettivi fondamentali da perseguire. "Anche questa ricerca dell'Università di Bologna conferma che in Emilia-Romagna stiamo facendo passi in avanti importanti verso una gestione dei rifiuti davvero sostenibile, - ha commentato l'assessore regionale all'ambiente Lino Zanichelli - capace non solo di garantire l'autosufficienza dei territori, ma soprattutto uno smaltimento sicuro e una riduzione alla fonte. Ad esempio, i sistemi di raccolta differenziata integrata sono vincenti e se hanno punte di eccellenza in diverse realtà locali, vanno comunque scelti in relazione alle caratteristiche del bacino di utenza Così come le stazioni ecologiche attrezzate che attualmente sono 346 in regione, hanno dato un contributo fondamentale sia in termini di qualità che di quantità dei rifiuti raccolti. Su questi versanti, come sugli incentivi al riuso e riciclaggio, abbiamo deciso di investire maggiori risorse in futuro con il Piano d'Azione Ambientale". La riduzione a monte dei rifiuti, sia urbani che speciali, è dunque un obiettivo strategico perseguito dalla Regione. Per raggiungerlo, secondo Zanichelli, vanno messi in campo diversi interventi, su cui l'Emilia-Romagna può già vantare esperienze positive a livello locale. Ne sono esempi i protocolli con il mondo produttivo, come quello già stipulato con il Conai e i Consorzi di filiera, per incentivare la riduzione degli imballaggi; gli incentivi e disincentivi economici sia alle aziende che ai privati per sensibilizzare alla riduzione dei rifiuti; gli accordi di programma tra le pubbliche amministrazioni per un maggiore utilizzo di prodotti riciclabili; le convenzioni con le associazioni di categoria, i Consorzi obbligatori, le Associazioni dei consumatori, anche con consistenti azioni di finanziamento, per promuovere le iniziative volte ad una maggiore diffusione dei prodotti riutilizzabili; gli accordi con la grande distribuzione per promuovere prodotti con imballaggi ridotti all'essenziale e riciclabili, i "vuoti a rendere", i sistemi delle 'ricariche' (dai detersivi alle bevande).