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Confindustria Rimini: previsioni in chiaroscuro

Rimini | 16:19 - 18 Marzo 2008

Confindustria Rimini parla di un 2007 in cui l'economia locale ha tenuto, ma le previsioni sul 2008 sono in chiaroscuro. L'indagine congiunturale sullo stato delle imprese riminesi realizzata dall'ufficio Economico di Confindustria Rimini mostra nel secondo semestre 2007 ancora segnali di tenuta, mentre nelle previsioni dei primi mesi 2008 si registra un rallentamento della crescita, sebbene vi sia ancora un nutrito gruppo di imprenditori (oltre il 37%) che annuncia un aumento della produzione. Una congiuntura che si manifesta in particolare nella contrazione della domanda interna, dovuta anche alla non facile situazione economica internazionale. Secondo i dati dell'indagine, le imprese medio grandi sembrano sopportare meglio questa difficile fase economica. Buone indicazioni per il settore moda (seppure con qualche preoccupazione per il dato relativo agli ordini) e agroalimentare. Il legno e il metalmeccanico rispecchiano una situazione di luci (per come si è concluso il 2007) e qualche ombra che emerge in questo inizio di 2008. Previsioni, invece, pessimistiche per grafici-editoria e per il settore interedile. La rilevazione sul secondo semestre 2007 ha fatto emergere come il fatturato totale, rilevato a prezzi correnti, sia aumentato del 7,60% rispetto al secondo semestre 2006. L'andamento positivo del fatturato complessivo del settore manifatturiero è determinato soprattutto dalla crescita del fatturato estero (+8,90%), contro un più modesto +4,80% del fatturato interno. Con riferimento alla classe dimensionale delle imprese, contrariamente alle precedenti rilevazioni, sono quelle oltre 50 dipendenti ad evidenziare la crescita maggiore (+10,70% per aziende da 51 a 250 addetti e 7,20% per aziende oltre 250 addetti). Le aziende con meno di 50 addetti segnano comunque un aumento del fatturato totale del +5%. Interessante l'incremento del fatturato estero (+13,20%) nelle aziende da 51 a 250 addetti. Il grado di internazionalizzazione delle imprese, inteso come percentuale di fatturato estero sul totale, si attesta in media al 54,70% con una percentuale crescente all' aumento delle dimensioni dell'azienda: rispettivamente 17,60% fino a 50 addetti, 49,20% da 51 a 250 addetti e 61,60% oltre 250 addetti. Gli andamenti riferiti alla produzione segnano un incremento nel secondo semestre 2007 del 6,60% rispetto allo stesso semestre dell'anno precedente. Aumento generato in misura crescente all'aumento delle dimensioni delle aziende: +4,50% fino a 50 dipendenti: +6,20% da 51 a 250, +7% oltre 250. L'occupazione registra un incremento del 5,20%. Le piccole imprese sono quelle con l'aumento maggiore (6,50%). Per quel che riguarda gli ordini, il 33,80% delle imprese ha segnato un aumento, mentre per il 15% sono in diminuzione. Percentuale simili, leggermente migliori, per gli ordini esteri in aumento per il 35,90% delle imprese e in diminuzione per il 12,80%. Rispetto alle precedenti rilevazioni, il dato delle Giacenze segnala un peggioramento. Il costo delle materie prime è aumentato per il 74,6% delle imprese e solo il 3,2% delle aziende l'ha visto in diminuzione (nessuna azienda fra i 51 e i 250 addetti). Per quel che riguarda la difficoltà nel reperimento del personale l'82,05% delle aziende la considera media/elevata. L'indagine rileva anche che nel 2007 la spesa per investimenti effettuata dal settore manifatturiero nel suo complesso è stata pari al 2,7% del fatturato. Rispetto al 2006 c'é stato un aumento del 19%. Circa la tipologia degli investimenti effettuati nel 2007, solo il 12,3% degli imprenditori coinvolti ha dichiarato di non aver effettuato alcun investimento. Gli investimenti più ricorrenti sono quelli in Ict, formazione, linee di produzione e ricerca e sviluppo. Le attese degli imprenditori, relative al primo semestre 2008, confermano il rallentamento della crescita già evidenziata da alcuni dati dell'ultimo semestre 2007. L'andamento della produzione viene annunciata in crescita dal 37,3% delle imprese, il 49,3% prevede una situazione di stazionarietà e il 13,4% degli imprenditori prevede una diminuzione. Il dato è migliore al crescere delle dimensioni aziendali: nelle aziende con più di 250 dipendenti non è prevista alcuna diminuzione della produzione, ed è previsto un aumento nel 50% dei casi. Situazione simile anche per le previsioni sugli ordini, che confermano le considerazioni fatte per la produzione. Il 31,3% prevede una crescita, il 52,3% stazionarietà e il 16,4% una diminuzione. Il dato migliore è per le aziende tra 51 e 250 addetti: nessuna prevede una diminuzione degli ordini esteri e solo il 6,20% una diminuzione di quelli totali. In generale le aziende che prevedono una crescita degli ordini esteri sono il 40,5%, mentre il 47,6% considera stazionari tali ordinativi e l'11,9% in diminuzione. Dato abbastanza positivo per le giacenze: il 71,7% le prevede stazionarie. Improntate alla stabilità le previsioni sull'occupazione per il 71,6% delle imprese. Il 4,5% si aspetta un calo (nessuna impresa oltre 50 addetti) e per circa il 24% ci sarà un aumento. Il dato che emerge dal ricorso alla cassa integrazione da parte delle aziende evidenzia che per il 79,49% il ricorso è da escludersi, e il 10,26% lo considera poco probabile. Le nuove assunzioni del 2008 interesseranno soprattutto l'area produzione (32,1%) e marketing/commerciale (24,7%). D'altro canto, l'area della produzione sarà anche quella nella quale si riscontreranno più difficoltà a reperire risorse umane (34,6%). Infatti, nel dettaglio, le figure professionali più difficili da reperire saranno gli operai specializzati (39,5%) e gli impiegati tecnici (33,3%).

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