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Confindustria Rimini: messaggio di fine anno del presidente Focchi

Rimini | 11:30 - 29 Dicembre 2009

Dobbiamo guardare avanti consapevoli che per superare questo difficile momento ed essere pronti al futuro, sia necessario cambiare passo.
Nel bilancio di quest’anno il pensiero della crisi occupa un posto di primo piano. L’andamento della provincia di Rimini rispecchia quello che avviene a livello nazionale e internazionale. Secondo il Centro Studi di Confindustria in Italia la produzione industriale risale del +1,6% in ottobre e del +1% in novembre dopo il -5,3% di settembre. Non dobbiamo comunque dimenticare che questi aumenti di qualche punto percentuale partono da un – 20% medio di produzione totale e quindi il percorso sarà lungo. Anche nel nostro territorio si inizia a guardare all’uscita dalla recessione, sebbene la crisi persista. L’occupazione preoccupa ancora, ma si confermano i primi germogli di ripresa che devono tenere il morale alto per iniziare il 2010 con fiducia e spirito di intraprendenza.
Gli imprenditori, che continuano ad operare con grande volontà, devono essere consapevoli che ci aspetta un percorso lungo e impegnativo.
Un periodo che sarà affrontato adeguatamente solo dalle imprese che sapranno ristrutturarsi investendo in export, impegno etico, formazione, risorse umane, innovazione e marketing.
RADICI FORTI PER CONQUISTARE IL MERCATO GLOBALE
E’ evidente che il mercato in cui oggi ci troviamo ad operare è globale. Come nel resto dell’Italia l’export delle nostre aziende finora è stato orientato soprattutto verso i paesi dell’Unione Europea dove la ripresa sarà lenta e debole. Per questo è necessario affacciarsi verso aree emergenti che danno nuove opportunità di sviluppo come Brasile, Cina, India, Russia, Africa. Siamo consapevoli che il nuovo possa spaventare e che sia difficile guardare lontano in periodi di incertezza come questo. Però è importante farlo, pensando di non essere soli, ma di appartenere a sistemi come quello di Confindustria Rimini, che grazie ad un’intensa attività nei vari settori ad esempio l’export e l’internazionalizzazione, l’innovazione, la sicurezza, la gestione del personale, l’energia, la formazione, è al fianco delle imprese per aiutarle nei percorsi che vogliono intraprendere.
Ma per avere una forte proiezione verso l’estero ci vogliono RADICI FORTI. Bisogna concentrarsi sul locale, sul proprio territorio. Bisogna sostenere le piccole imprese che hanno ancora come riferimento il mercato locale e in particolare, penso alle aziende delle costruzioni che devono essere sostenute per mezzo di appalti di lavori pubblici adeguati alle loro dimensioni e per mezzo di una burocrazia più snella. Una burocrazia che permetta di realizzare gli interventi di sviluppo del territorio con costi meno onerosi, da quelli di urbanizzazione a quelli relativi alle monetizzazioni degli standard e a quelli, infine, necessari per gli allacciamenti ai servizi pubblici.
E pensando al territorio siamo sempre più convinti che con il Piano Strategico si stia veramente guardando al futuro e che sia la strada giusta per rilanciare Rimini a livello mondiale. Si tratta di un’occasione importante per consolidare i punti di forza (ad esempio: la diffusione capillare della piccola, media e grande impresa in tutto il territorio della Provincia con imprenditori di grande valore e inventiva; l’affermazione dell’industria dell’ospitalità; la rivendicazione di un ruolo manifatturiero di primo piano; la presenza di importanti infrastrutture fra cui la Fiera di Rimini, i nuovi Palazzi dei Congressi di Rimini e Riccione, la Darsena, i Parchi Tematici e i Centri Termali); ma anche di un’occasione per superare i punti di debolezza (burocrazia statale e locale non al passo con le esigenze dell’economia, infrastrutture per la mobilità del tutto insufficienti; mancanza di poli tecnologici e di ricerca; insufficiente sostegno alle imprese in particolare in questo momento di crisi da parte di alcuni settori del credito).
Una parentesi va aperta per Aeroporto e Università, da sempre sostenuti dalla nostra Associazione, e contemporaneamente punto di forza e debolezza. Infatti, se il primo in questi anni ha fatto un salto di qualità, resta però indubbia la necessità di un suo ulteriore potenziamento per fare di Rimini un player globale sul mercato delle fiere, dei centri congressi nazionali, europei e anche mondiali.
L’università, se da un lato è una spinta per la crescita culturale del territorio, dall’altro è centrata, al di là degli aspetti turistici e del comparto della moda, solo in parte sulle esigenze delle imprese locali. Una debolezza superabile solo con più collaborazione tra l’Università e il mondo delle Imprese.
VALORI CIVILI E SOCIALI
Crescere dalle proprie radici significa anche promuovere la cultura di impresa, investire sui giovani e sulla formazione.
Come abbiamo detto in occasione della presentazione del Secondo Bilancio Sociale di Confindustria Rimini e del Primo Bilancio Sociale Aggregato delle Aziende Associate, un’impresa responsabile si deve fondare su quattro concetti chiave: etica, competenze, merito e lavoro di squadra. L’impresa ha una grande responsabilità nei confronti delle risorse umane che accoglie: sono persone, individui, che con le loro peculiarità contribuiscono alla crescita dell’azienda stessa.
Si deve lavorare sul valore dell’insegnamento e dell’apprendimento, sull’importanza della formazione dei giovani. Con questa idea Confindustria Rimini e il Gruppo Giovani Imprenditori, in collaborazione con il consorzio Assoform, sono impegnati da anni per favorire la cultura d’impresa e della formazione tecnica attraverso diverse iniziative per l’orientamento (fra queste Fisica in moto, Progetto Nord-Sud, Alternanza scuola-lavoro, Fabbriche Aperte, Imprenditore Testimonial, ecc.). Anche i giovani vanno avvicinati ad un modo di fare impresa dove il fine non è il profitto, ma bensì il concorrere allo sviluppo economico, culturale e sociale della società in tutte le sue componenti. Il profitto è il mezzo che consente di raggiungere questi obiettivi.
COESIONE SOCIALE PER VINCERE LE SFIDE DEL FUTURO
Le imprese hanno bisogno di non essere lasciate sole. Devono essere supportate a partire dal credito. Come Associazione degli Industriali continuiamo a farci promotori tra imprese e banche affinché queste ultime, anche nel loro interesse, siano sempre più stimolate ad accompagnare le aziende in questa difficile fase di transizione evitando di metterle in difficoltà.
Sul fronte dell’occupazione, le nostre imprese proseguiranno ad utilizzare tutti gli strumenti previsti dalle norme (cassa integrazione ordinaria e straordinaria) per garantire un reddito ai lavoratori in modo tale da consentire loro di superare questo momento.
Constatiamo che la generalità delle aziende si muove con questo spirito usufruendo degli ammortizzatori sociali che si sono dimostrati molto utili, soprattutto in raffronto a quello che sta avvenendo in altri paesi europei.
Concludo con un’esortazione ai miei colleghi perché continuino a credere nelle loro imprese e nello sviluppo del territorio, dando forma a questi convincimenti e promuovendo nuovi investimenti nelle aziende e nelle loro risorse umane.
Sono sicuro che noi imprenditori come sempre faremo al meglio il nostro mestiere, nella consapevolezza della responsabilità che comporta il nostro ruolo.
Non è il momento né di facili enunciazioni d’ottimismo né di fosche previsioni sul futuro, ma di lavorare tutti con realismo e determinazione.  Nella certezza che le nostre aziende e i nostri collaboratori siano i pilastri su cui basare il rilancio attraverso il coraggio del cambiamento.

A tutti l’augurio di Buon Anno e Buon Lavoro.
Maurizio Focchi Presidente Confindustria Rimini

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